Evitare la formazione dell’acido lattico: cinque consigli

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L’acido lattico è sempre associato all’affaticamento che compare durante un allenamento molto intenso o di durata abbastanza lunga da creare un suo accumulo nei muscoli e nel circolo sanguigno. In palestra e nei centri sportivi è molto ben conosciuto e per lo più temuto dagli atleti: il suo accumulo infatti può interrompere un allenamento, rovinare una gara e diventare un fattore di rischio per infortuni.

Cos’è l’acido lattico?

L’acido lattico è un prodotto del metabolismo anaerobico il cui accumulo porta alla comparsa della fatica muscolare. In genere viene associato all’alto livello di allenamento, ma viene smaltito in ogni momento della giornata, anche in situazione di basso sforzo o addirittura di riposo i globuli rossi lo producono e quindi deve essere eliminato costantemente per evitarne l’accumulo.

Come e perché si forma?

Per produrre energia il nostro corpo può utilizzare due vie, una aerobica e una anaerobica.
Nel secondo caso, in assenza di ossigeno, l’uomo è in grado di creare ATP attraverso una via prediletta, la glicolisi anaerobica o fermentazioni lattica, dal glucosio si arriva all’acido lattico con la produzione di energia.

La funzione dell’acido lattico è fondamentale per smaltire le scorie prodotte (elettroni) ed evitare problemi dovuti ai radicali liberi. L’acido lattico non viene buttato via, ma il nostro corpo può, attraverso il fegato, riconvertirlo in glucosio attraverso il ciclo di Cori. Il cuore, inoltre, può metabolizzarlo direttamente come fonte di energia.

Sintomi e dolori

Il sintomo principale che accompagna l’accumulo di acido lattico è sicuramente l’affaticamento muscolare: la problematica varia dal non riuscire a proseguire nella performance fisica ad un alto livello fino al doversi proprio fermare. Se questo aspetto è molto importante in uno sportivo, lo è altrettanto se non più il fattore prevenzione in chiunque si cimenti in un’attività fisica.

Quando insorge la fatica il muscolo si trova in una situazione dove fisiologicamente è più instabile, più vulnerabile a contratture muscolari o lesioni di altro tipo. Risulta quindi fondamentale considerare anche questo aspetto, molte volte sottovalutato.

Evitare la formazione dell’acido lattico: cinque consigli

Esistono degli ottimi rimedi per tenere sotto controllo l’acido lattico:

  1. svolgere un efficace defaticamento tra i 15 e i 20 minuti
  2. inserire tra una ripetuta e l’altra il recupero attivo
  3. ridurre l’intensità durante le variazioni di ritmo fino a un livello defaticante
  4. seguire una dieta alcalinizzante
  5. integrare l’alimentazione col giusto apporto di magnesio.