Il caffè decaffeinato fa male? Ecco la verità

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Il caffè decaffeinato è trattato secondo un procedimento particolare che lo priva della caffeina. Scopri nel dettaglio le sue caratteristiche per rivelare la verità sui suoi effetti benefici o meno.

Il caffè decaffeinato fa male? Ecco la verità

Il caffè decaffeinato non fa male. Fu inventato nel 1905 a Brema, sperimentato solo per qualche anno per poi essere messo in commercializzazione. Attraverso un processo industriale si estrae, dai chicchi del caffè 1,5/2,0% di caffeina, prima della tostatura e della torrefazione. Esistono tre differenti metodi per rendere decaffeinati i chicchi di caffè: mediante acetato di etile, con acqua e con anidride carbonica supercritica. Quest’ultimo è certamente il metodo più usato perché in grado di preservare le caratteristiche del caffè. Il procedimento non è così semplice come potresti immaginare e questo ovviamente comporta dei costi aggiuntivi che si ripercuotono sul prezzo di acquisto. La caffeina estratta viene però acquistata dalle case farmaceutiche e cosmetiche per essere riutilizzata.

La caffeina aumenta la frequenza cardiaca, può provocare insonnia, alza la pressione sanguigna, irrita le mucose intestinali. Ovviamente si tratta di effetti indesiderati che variano da soggetto a soggetto. L’uso del caffè decaffeinato potrebbe evitare questi fastidi.

Devi tener presente che tende a deteriorarsi con maggiore facilità, ecco perché devi consumarlo in un tempo ragionevole. Da un punto di vista sanitario non esistono studi che confermano che il caffè decaffeinato faccia male o provochi danni alla salute. Considera che, l’assunzione di questa bevanda è spesso controindicata per gli stessi soggetti che fanno uso del caffè tradizionale.

Ad indicarne le quantità giuste da assumere è stata l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare: al massimo 5 tazzine al giorno che corrispondono circa a 400 milligrammi. La bevanda deve essere consumata comunque con moderazione. Quando si estrae la caffeina vuol dire che del caffè resta solo il gusto. Talvolta, per provare qualcosa di diverso e assecondare qualche abitudine che presto diventa di moda, si tende a scegliere il decaffeinato.

Il caffè decaffeinato e le indicazioni sui livelli di cancerogenicità

L’Organizzazione Mondiale della Salute definisce pericoloso per la salute qualsiasi tipo di cibo venga tostato. Le alte temperature sviluppano sostanze cancerogene. Il chicco di caffè che deve essere sottoposto al processo di decaffeinizzazione prevede la bruciatura della cellulosa che diventa acrilammide. È proprio quest’ultima che è indicata come potenzialmente cancerogena. Un uso moderato certo non può provare alcun genere di danno al tuo organismo.

Il piacere di bere un buon caffè decaffeinato può continuare ad essere un’abitudine che, senza esagerare, può permetterti di goderti una rilassante pausa. Spesso si sono creati falsi allarmismi sotto quest’aspetto: il caffè decaffeinato è un caffè che ha il gusto tradizionale ma senza caffeina. È la quantità eccessiva che può determinare qualche problema per la salute ma, la medesima situazione si rivela anche per l’uso del caffè normale. Il consumo del caffè decaffeinato è stimato intorno al 13%. Puoi berlo ogni giorno oppure preferirlo come un’alternativa per cambiare di tanto in tanto le tue abitudini.