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Portieri Schmeichel, quando le generazioni non mentono

Chi il più forte tra i portieri Schmeichel? Un quesito curioso che accompagna le carriere di padre e figlio, legate al calcio inglese e alla Danimarca.

Famiglia di portieri, Kasper è l’ultimo della generazione – Getty Images

Storie intrecciate in famiglia. Quella degli Schmeichel è una dinastia di portieri importanti, cresciuti in Danimarca e che hanno fatto fortune in Premier League. Un padre e poi un figlio a difendere la porta, spesso proprio la stessa con i tifosi che hanno attraversato epoche con i danesi a far da custodi. Così, quella degli Schmeichel è una generazione di portieri importanti, in attesa anche… di un terzo estremo difensore da collocare nel prossimo futuro.

Sicuramente una storia di calcio importante, soprattutto perché di portieri – padre e figlio – ce ne sono stati pochi guardando agli almanacchi. Calciatori sì, ma non nello stesso ruolo: in Italia il paragone lo abbiamo con i Cudicini, il primo fu il “ragno nero” del Milan, il figlio fu invece una colonna del Chelsea.

Ecco, invece, Peter e Kasper che hanno difeso la porta della Danimarca e del Manchester City come grande punto in comune. Due portieri con le stesse caratteristiche fisiche, grossomodo, ma soprattutto un modo di intendere il calcio come una sorta di missione. Lottare, dare l’anima per vedere un sorriso stampato sul volto dei tifosi.

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La Champions e gli Europei

Peter Schmeichel vinse una Champions incredibile con il Manchester United – Getty Images

Sicuramente è stato papà Peter ad avere un curriculum più ricco per quanto riguarda gli Schmeichel. Più ricco anche di coppe sicuramente, partendo dall’incredibile vittoria ad Euro 1992: qualcosa che difficilmente si ripeterà nella storia del calcio.

Anche nel suo percorso tra i club c’è del mistico in Peter. Al di là dei titoli di Premier League, vinse un Champions praticamente nei minuti di recupero. Era il 1999, Manchester United-Bayern Monaco finì 2-1 e le reti Schmeichel le vide a distanza ravvicinata, andando a saltare nei minuti finali. Fu un trionfo incredibile, l’unico a memoria umana raggiunto interamente con una vittoria nell’extratime rimontando due gol.

Poi il danese lasciò Alex Ferguson e si collocò prima allo Sporting Lisbona per due stagioni, poi all’Aston Villa e infine … al Manchester City nel 2002-03. Dove c’era il figlio Kasper nel settore giovanile, era uno dei portieri più promettenti e fu prestato per avere una completa maturazione nelle serie minori inglesi.

Si stabilì, in seguito, nello storico Nottingham Forest poi al Leeds e infine al Leicester. Dal 2011 l’avventura più bella per il portiere danese, con Kasper che divenne presto un idolo. Con uno straordinario titolo di Premier League raggiunto nel 2016, quando nessuno ci credeva tranne i ragazzi allenati da Claudio Ranieri.

In Nazionale ha avuto qualche soddisfazione ma non la vittoria di una grande competizione, il suo secondo trofeo è stato, qualche mese fa, la conquista della Coppa d’Inghilterra.

Published by
Massimo Maneggio