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Calcio

L’Udinese di Gotti ha trovato la sua Fort Apache in casa

L’Udinese ha nella “Dacia Arena” o “Friuli” – che dir si voglia – una sorta di Fort Apache dove è difficile fare punti ma anche far gol

L’Udinese ha trovato finalmente la sua ricetta per fare bene. E, come tutte le buone ricette, a volte sono gli ingredienti semplici a farle diventare spettacolari. In questo caso, una serie di fattori contribuiscono a registrare un’Udinese davanti al… proprio pubblico che non può assistere alle gare. Nelle ultime quattro sfide interne, i bianconeri hanno raccolto la bellezza di dieci punti, un bottino importante per chi deve salvarsi.

Soprattutto, il balzo in classifica a quota 32 punti permette al gruppo friulano di non vivere con l’acqua alla gola e progettare dopo qualche anno anche una posizione di tutto rispetto in classifica. Il merito innegabile va dato al tecnico Luca Gotti, il “normalizzatore” che nemmeno voleva allenare la scorsa stagione. Prese le redini da Igor Tudor, ha saputo ridare equilibrio al gruppo, caricando i leader di responsabilità e accrescendo il fattore interno.

Gioco corto, pressing, capacità di imbrigliare l’avversario, qualunque esso sia sempre con gli stessi metodi. E un roster che, tolte alcune eccezioni, si basa su uno zoccolo duro evidente. Per fare bene, bisogna mantenere una struttura di base con qualche novità, l’Udinese ha saputo fare questo e ora raccoglie consensi e applausi

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La chiave tattica di Gotti

Il difensore Stryger Larsen ha già riscattato la prova contro il Milan (screenshot twitter)

Luca Gotti è talmente normale da… incorrere anche in disavventure, come quella recente registrata da alcune testate su un caso di eventuale assembramento in un appartamento. Il tecnico è comunque la mente di questa squadra, così come Rodrigo De Paul è il cervello in campo. Non a caso l’alchimia tra il 3-5-2 e il centrocampista argentino è l’elemento chiave di questo exploit.

De Paul è anche più libero di spaziare sul fronte offensivo, alternandosi con Rodrigo Pereyra per supportare Fernando Llorente, che può essere decisivo anche a 37 anni.

I risultati interni fanno storia da sé. Lo 0-0 contro l’Inter è passato più alle cronache per le proteste di Antonio Conte e Lele Oriali, ma è stata l’Udinese protagonista del match fermando un attacco atomico con umiltà e precisione.

Nel 2-0 conquistato contro il Verona c’è la sapienza dell’attesa, aspettando l’avversario per poi ripartire e segnare due reti proprio nell’ultimo quarto d’ora finale.

La vittoria contro la Fiorentina di una settimana fa è ancora frutto di queste caratteristiche con un altro gol arrivato nel finale, il 2-0 sul Sassuolo è la capacità dei singoli di riscattarsi. Prendiamo Jans Stryger-Larsen, autore di un errore marchiano contro il Milan, ma capace subito di riscattarsi con una gara maiuscola. Lo striscione dei tifosi in suo favore ne è stato un appoggio per confermare come, attraverso elementi del genere, si possano comunque raggiungere obiettivi preziosi.

Published by
Massimo Maneggio