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Calcio

Il Genoa è in ansia: perderà uno dei suoi talenti?

Goran Pandev è spesso stato l’uomo della provvidenza per il Genoa. Rinnoverà il suo contratto o si ritirerà definitivamente?

Pandev l’uomo dei gol impossibili e di quelli salvezza. Il Genoa da anni non può far a meno dell’attaccante macedone, nonostante la giostra di centravanti passati dal “Marassi”. Preziosi, probabilmente, ha battuto ogni record di tesseramento negli ultimi anni, ma sul macedone ha sempre avuto parole di stima e l’intoccabilità del ruolo.

Perché a Pandev, effettivamente, questo ruolo di “terribile vecchietto” piace anche. Piace lo stupire i tifosi italiani che, quando hanno dimenticato della sua esistenza calcifera, lo riscoprono all’improvviso, con giocate di fino e gol di classe. E Pandev ringrazia, porta a casa i complimenti e riparte ancora più carico. È un segreto di longevità quello dell’attaccante in Liguria, l’aria di mare gli fa più che bene, tanto da aver già rimandato il ritiro dalle attività agonistiche.

Lo aveva annunciato nella scorsa stagione, prima di raggiungere la salvezza con Davide Nicola, ma ci ha poi ripensato ed è stato un bene per tutti. E allo stato attuale, con il Genoa più tranquillo e a nove lunghezze dalla permanenza in categoria si ripete il balletto. Pandev andrà a rinnovare il contratto, ripenserà al ritiro pre-campionato o appenderà gli scarpini al chiodo? Per lo spettacolo, speriamo proprio di no, la Serie A perderebbe un giocatore di assoluta classe.

Una carriera per tutti i gusti

Goran Pandev ancora combattivo per il Genoa – Getty Images

In effetti, in pochi avrebbero scommesso sulla vitalità di Goran Pandev, che la prima Serie A la assaggiò in una delle squadre più scarse di sempre. Era all’Ancona dei record negativi, uno dei pochi a salvarsi in quel caos che annoverò fra gli altri Hubner ma soprattutto Jardel a fine carriera. Più che altro, prese spunto da qualche videocassetta, mentre già alla Lazio ebbe modo di proseguire nel suo percorso.

Un gol fatto al “Delle Alpi” rimarrà sempre nell’immaginario collettivo, dopo aver saltato tutti i difensori batté Buffon da posizione praticamente defilata. Il percorso laziale proseguì fino al momento del rinnovo, che il macedone non volle fare e Lotito lo piazzò quattro mesi fuori rosa, prima della cessione all’Inter. Un ritorno alla casa madre quanto mai benedetto, perché fu praticamente il dodicesimo di Josè Mourinho, gol pesanti e triplete in premio.

La piazza di Napoli lo gratificò nelle giocate, forse meno nella continuità: era un periodo dove si osannavano altri giocatori. Il Galatasaray fu una semplice comparsata, prima dell’approdo definitivo al Genoa.

Dove sta dimostrando ancora di non valere meno degli altri attaccanti, di essere un faro per qualche giovane promettente. Soprattutto sta dimostrando che ci sono giocatori di un’altra pasta, magari non belli esteticamente ma meravigliosi con il pallone tra i piedi. Nel calcio è questo secondo aspetto che deve prevalere.

 

Published by
Massimo Maneggio