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Il podio degli europei anarchico: la storia (non) si ripete

Il podio degli europei comprende vincitori e finalisti in una manifestazione che, nel corso della sua storia, non prevede nemmeno la finale per il terzo e il quarto posto.

Francia sul podio più alto nel 2000 a discapito italiano – Getty Images

Analizzare il podio storico degli europei è un esercizio fin troppo semplice. Nulla di complicato, perché praticamente c’è da considerare solamente i vincenti, e chi si è arreso in finale. Si calcolano sul podio solo in vincitori e i finalisti per gli europei, terzo e quarto posto diventavano un calcolo “morale”, da prendere per le squadre che meglio si erano comportate, nonostante la sconfitta, in semifinale.

I trionfi sono appannaggio di due squadre, la Germania e la Spagna. Tra i vincitori degli europei, quindi, ci sono due nazionali che hanno vissuto epoche diverse. Soprattutto la prima, che due titoli li vinse con la nomea di Germania Ovest. Lo fece nel 1972 e nel 1980, battendo nella finale di Roma la Cecoslovacchia, altra nazionale che ha cambiato nome e identità. Da Germania unita vinse nel 1996 e vinse contro la … Repubblica Ceca.

La Spagna, ha raggiunto il gradino più alto del podio nel 1964 e poi è entrata nella storia con la doppietta dal 2008 al 2012. Nessuna nazionale europea ha infilato due successi di fila.

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La marcia francese, l’assolo italiano

Il gol decisivo di Fernando Torres ad Euro 2008 vale gli Europei – Getty Images

La Francia è al terzo posto con due titoli. Il primo arrivò praticamente grazie a Michel Platini, che nel 1984 trascinò i suoi con nove gol in quella edizione. Il secondo, invece, nel 2000, e ce lo ricordiamo bene, il golden gol di David Trezeguet fu una lama pesante per le nostre ambizioni.

Proprio ventun anni fa sfiorammo il bis, per ripetere l’unica vittoria del 1968. Fu un trionfo in bianco e nero, fatto di monetine, ripetizioni e primi turnover della storia.

Un successo anche per l’Urss nel 1960 e per la Cecoslovacchia nel 1976: di loro rimane il ricordo, gli eredi sportivi non hanno mai trionfato.

Come non dimenticare anche l’Olanda del 1988, il volo di Marco Van Basten proprio contro l’Urss e la straordinaria leggiadria degli orange in quell’edizione.

Ma sono soprattutto le storie impreviste le protagoniste recenti. La Danimarca del 1992 fu la squadra che nemmeno doveva partecipare agli europei, e alla fine si impose senza nemmeno una preparazione adeguata.

La Grecia del 2004 fu semplicemente la messa in pratica di un calcio vecchio come i suoi interpreti, ma efficace. Levò il titolo in casa al Portogallo, che a sua volta fece lo stesso con la Francia nel 2016. E non segnò Cristiano Ronaldo, azzoppato da Payet dopo 25 minuti, bensì Eder. Che segnò il suo unico gol in stagione e continuò questa media non proprio da attaccante per tutta la carriera.

Published by
Massimo Maneggio