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Hakimi come Roberto Carlos? I tifosi tremano all’idea

Hakimi sarà il rimpianto interista alla Roberto Carlos. Con una grande differenza, il primo è stato venduto per esigenze di bilancio, il brasiliano per incompatibilità tecnica.

Addio ad Hakimi… come Roberto Carlos l’Inter avrà dei rimpianti? Getty Images

I corsi e i ricorsi storici bloccano i tifosi dell’Inter con paragoni che lasciano senza fiato. La storia degli ultimi giorni con la cessione di Hakimi rimanda – praticamente – a quanto accadde 25 anni fa. In quel caso, quello cacciato fu Roberto Carlos, e mai tale termine fu più giusto per indicare la separazione del grande calciatore brasiliano con l’Inter.

Sarebbe rimasto per tante stagioni, forse emulando Javier Zanetti dall’altro lato del campo, ma qualcosa, anzi qualcuno glielo impedì. Quel qualcuno si chiamava Roy Hodgson, di professione allenatore che divenne anche una sorta di comica vivente nelle scenette comiche di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Così, il paragone di Hakimi mette semplicemente i brividi. Anche perché, nel caso del marocchino, è stato il bilancio a dover estromettere l’esterno dalla rosa. E un’offerta più che convincente di questi tempi, volente o nolente la soluzione era già prevista.

In attesa del sostituto sulla destra, che non sarà mai uguale all’esterno tanto amato da casa, i tifosi interisti rimangono perplessi. Se imparerà anche a segnare su punizione, il destino si è fatto beffe due volte di loro.

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25 anni di esterni

Roberto Carlos fece la storia del Real Madrid – Getty Images

Perché la continuità degli esterni è stata sempre un punto particolare. Per anni l’Inter ha sofferto della sindrome da fascia sinistra, da Brehme a Roberto Carlos, poi un decennio senza grandi interpreti nel ruolo. Sino a Maxwell e, non a caso, l’Inter avendo un buon terzino sinistro vinse praticamente tutto.

A destra potrebbe verificarsi qualcosa di identico. Per quindici anni ci ha pensato Javier Zanetti, poi soluzione estemporanee, sino all’arrivo di Hakimi, capace di far diventare la platea nerazzurra. E di essere concreto, perché le 36 presenze con 7 gol e 8 assist sono tanta roba per un esterno, l’ideale nel gioco di Antonio Conte che per solo sette volte lo ha fatto partire dalla panchina. Anche in quel caso ha regalato un assist decisivo a Matteo Darmian per la vittoria dello scudetto.

Roberto Carlos, invece, non vinse lo scudetto ma ebbe comunque uno score ottimo. 30 presenze e 5 gol in Serie A, quattro presenze e due gol spalmati tra Coppa Uefa e Italia. Segnò soprattutto all’esordio, un missile che colpì il Vicenza a San Siro alla prima giornata di campionato.

Poi andò in gol a Parma, ma l’Inter fu sconfitta per 2-1. Segnò alla quinta giornata contro il Torino, e poi a Bari (crollo nerazzurro per 4-1) e a Udine, vittoria in rimonta dei nerazzurri.

Soprattutto rimpianto, ma tanto amato. Il destino del campione brasiliano potrà diventare quello del marocchino. Tanti punti in comune, tranne il mondiale vinto.

Published by
Massimo Maneggio