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Sampdoria e D’Aversa uniti: vietato essere conformisti

La Sampdoria e D’Aversa dovranno fare un percorso che punti unicamente alla permanenza in Serie A. aria di rivoluzione tattica, non sempre andò benissimo…

Dopo cinque stagioni al Parma, Roberto D’Aversa è arrivato in Liguria – Getty Images

La scelta di Massimo Ferraro alla fine è stata orientato su mister Roberto D’Aversa, che ha lasciato Parma dopo un quinquennio. La Sampdoria dovrà dunque accogliere il nuovo tecnico e, soprattutto, quale sarà la sua idea di gioco.

Perché non è facilissimo dover ripartire quasi da zero. Il mercato è stato sinora molto statico, gli addii di Claudio Ranieri e di altri elementi significativi hanno un po’ rimesso la bilancia al centro. In particolar modo, i tifosi non vogliono rivivere l’incubo sportivo vissuto con Eusebio Di Francesco.

Che alla Sampdoria era arrivato proprio con l’intenzione di schierare le tre punte, un obiettivo provato e riprovato nei mesi di preparazione. Il campionato, però, diede torto ampiamente a un tecnico che, sino a due stagioni prima, aveva conquistato la semifinale di Champions League.

Le tre punte non erano l’ideale per la Sampdoria, che non a caso andò ultima in classifica. E toccò proprio a Claudio Ranieri risollevarla e prenderla quasi per i capelli, darle fiducia e farla diventare una squadra solida e da centro classifica. Miracolo e programmazioni unite per evitare il peggio.

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Un progetto tattico da far decollare

La Sampdoria è reduce con Ranieri da due salvezze tranquille – Getty Images

Se Roberto D’Aversa schiererà la Sampdoria in maniera offensiva, sul mercato dovrà essere fatto molto. Perché il solo Fabio Quagliarella è una garanzia, mentre i giocatori che ruotano intorno alla Sampdoria non sempre sono continui. Verre e Gabbiadini, Damsgaard e La Gumina: sono quattro al momento i calciatori che dovrebbero rimanere in rosa, più dubbi invece sulla permanenza di Torregrossa.

Ci sarà bisogno di un gran mercato, proprio perché servono elementi necessari, calciatori bravi in fase di ripiegamento ma soprattutto nel compito di far ripartire l’azione. Una caratteristica del gioco di D’Aversa è l’ampio uso del contropiede, che con il Parma aveva trovato una sua sintesi efficace.

In particolar modo nel fare giocare Gervinho a tutto campo, finché il fiato resse il coast to coast dell’ivoriano era spesso devastante. Per non parlare di quello di Dejan Kulusevski, la cui consacrazione avvenne proprio sfrecciando sulla via Emilia.

Elemento che, quindi, dovrà essere riproposto alla Sampdoria, ma trovando gli uomini giusti. E la squadra doriana ha un curioso record: è una di quelle che corre di meno. Tiene benissimo il campo, ma ragiona maggiormente stando da fermo. La media degli ultimi anni è abbastanza significativa, non è un male ragionare ma se si vuol giocare in contropiede c’è bisogno di centometristi.

Dubbi e perplessità sul mercato sono necessari, per consegnare una rosa adatta al tecnico. Fermo restando come, anche negli altri reparti difensivi, bisogna metter mano.

Published by
Massimo Maneggio