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Calcio

Pirlo non è Maifredi: i tifosi mugugnano sempre più

Andrea Pirlo non è Luigi Maifredi. Non è nemmeno Luigi Delneri…e nemmeno Massimiliano Allegri. È un allenatore in divenire.

I malanni dei tifosi juventini sono cresciuti nel corso del tempo. E coinvolgono, inevitabilmente, anche la guida tecnica. Andrea Pirlo da maestro è diventato… alunno. Da professore a semplice scolaro, le vie di mezzo non sono mai il pezzo forte dei tifosi. Anche perché mai un allenatore si è avvicinato proprio al concetto del tifoso o quasi. Zero era l’esperienza di Andrea Pirlo in panchina, un po’ come quella del medio appassionato calcistico. La differenza però è semplice: da una parte chi ha vinto un Mondiale, scudetti e Champions League, dall’altra chi ha vinto al massimo il fantacalcio. E spesso nemmeno ha visto una distinta dal vivo.

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Detto ciò, effettivamente l’effetto Pirlo o gli alibi stanno quasi finendo. Intanto perché la Juventus non ha un gioco, cosa che appare strana proprio perché l’allenatore juventino era un professore in campo. Che sapeva dettare geometrie, fare lanci illuminanti, accelerare o rallentare il gioco avendo il pallone tra i piedi. Cosa che la sua Juventus non fa, non sa fare. Arthur che sbaglia il passaggio in orizzontale (come Alex Sandro a Milano nel luglio scorso) è l’esempio di come, una volta in campo, ogni calciatore diventa uno schiavo dell’anarchia. Commettendo così leggerezze decisive, Gaich ringrazia ancora.

La differenza di Pirlo con il resto del mondo juventino

Gigi Maifredi non ebbe fortuna in bianconero nel 90-91 – Getty Images

Sono partiti i primi paragoni e i confronti di classifica. E se guardiamo alle classifiche, chiaramente Pirlo negli ultimi dieci anni è il peggiore. Se lo raffrontiamo a Gigi Delneri, il suo è un lavoro discreto. Il tecnico di Aquileia non aveva Cristiano Ronaldo e portò la Juventus fuori dalle coppe europee, ma era una Juventus che nemmeno ci credeva più di tanto. Una Juventus martoriata in campo e con il record di sei pareggi di fila nel girone di Europa League.

E quella di Pirlo, invece, è uscita agli ottavi di Champions, anche se il gioco è stato nuovamente il grande assente, così come la personalità togliendo Chiesa e pochi altri.

Nemmeno va paragonato il tecnico bresciano al suo quasi paesano Luigi Maifredi, che voleva la Juve champagne e rimase con una Juve sfiatata. Era il 1990-91, arrivato da Bologna era partito già con un 1-5 in Supercoppa Italiana per poi fare un girone di ritorno assurdo e con la prima esclusione di sempre dall’Europa per i bianconeri. Si qualificarono il Genoa e il Parma neopromosso, la Juve no.

C’era da dire che Maifredi non aveva nemmeno grande materiale calcistico, esclusi Roberto Baggio e Totò Schillaci, la Juventus aveva dei buoni mestieranti tra difesa e centrocampo. Cosa che ha anche la Juventus attuale, con la differenza che li strapaga nei cedolini mensili.

 

Published by
Massimo Maneggio