È sempre Italia-Francia: 15 anni fa colorammo Berlino

Lippi in trionfo mondiale - Getty Images
Marcello Lippi alza la coppa del mondo dopo Italia-Francia - Getty Images

Italia-Francia, del 9 luglio 2006, è il ricordo più bello del mondiale. L’atto finale di una grande cavalcata che ci vide vincitori a Berlino.

Lippi in trionfo mondiale - Getty Images
Marcello Lippi alza la coppa del mondo dopo Italia-Francia – Getty Images

Il quarto titolo mondiale per l’Italia, conquistato contro la Francia, è oggi celebrato da tutti i tifosi italiani con gusto. Sembra ieri, ma sono passati già quindici anni da quella magica notte di Berlino, quando il cielo era azzurro che più azzurro non si può.

Vittoria difficile, conquistata ai rigori, quello di Fabio Grosso ci spalancò le porte del paradiso, conquistato dopo un cammino esaltante e con tanto altro di contorno, un bubbone stava esplodendo dietro gli azzurri e sarebbe poi stato confermato sotto la voce calciopoli.

L’Italia di Marcello Lippi fu un gruppo granitico, fatto di uomini e di ottimi calciatori, capaci di andare oltre le voci e superando le difficoltà con la voglia di fare gruppo. Partendo già dal girone, facile il 2-0 al Ghana, imprevisto il pareggio per 1-1 contro gli americani. Ci fu l’autogol di Cristian Zaccardo e fu forse un segnale del destino, perché dalla gara contro la Repubblica Ceca in campo da titolare andò Grosso e sappiamo come andò a finire.

Così come sappiamo il ruolo di Marco Materazzi in gol contro i cechi, espulso contro l’Australia e ancora in rete contro la Francia.

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Emozioni che durano da quindici anni

Cannavaro alza la coppa - Getty Images
Fabio Cannavaro capitano vincente a Berlino – Getty Images

Contro i cechi quel 2-0 fu completato da Pippo Inzaghi, contro l’Australia Francesco Totti realizzò un rigore con gli occhi di ghiaccio. Più facile il 3-0 contro l’Australia, gol di Gianluca Zambrotta e doppietta di Luca Toni.

Nel mentre c’era l’ansia e la preoccupazione per la sorte di Gianluca Pessotto, le notizie non rassicuranti dall’Italia e la voglia di superare qualsiasi ostacolo in gruppo. La semifinale di Dortmund contro la Germania è stato il simbolo del mondiale, battere i tedeschi a casa loro, nei supplementari, nei minuti finali. Prima Grosso poi Alex Del Piero, la colonna sonora era Seven Nation Army.

Sino alla finale il 9 luglio 2006, gara tra il gruppo azzurro e quello francese, arrivato all’ultimo appuntamento dopo aver eliminato Brasile e Portogallo. Andando anche in vantaggio, fallo di Materazzi su Malouda e rigore a cucchiaio di Zinedine Zidane. Il pareggio del centrale interista rimise la gara sull’equilibrio, un gol fu annullato a Toni, un altro lo evitò Gigi Buffon con la parata migliore del 9 luglio 2006, e forse di quella intera edizione.

Sino alla testata, la consapevolezza che forse il cielo avrebbe sorriso ai nostri, per colorarsi poi d’azzurro.

Non è un caso che in tutti il 9 luglio 2006 lasci la consapevolezza dell’impresa, perché nel momento delle difficoltà è l’Italia ad alzare la testa, levarsi la polvere di dosso e diventare la squadra dei sogni.