Davide Calabria come Paolo Maldini: il Milan ci riprova

Davide Calabria è pronto a diventare il simbolo del Milan. Il rinnovo di contratto sino al 2025 lo porterà a diventare il capitano del futuro.

Calabria di testa - Getty Images
Davide Calabria ha rinnovato con il Milan sino al 2025 – Getty Images

Ha fatto una precisa scelta di vita Davide Calabria: abbracciare il Milan, probabilmente, per tutta la carriera è il segnale che ha dato recentemente. Dal 2022 il suo contratto è stato allungato sino al 2025 con un adeguamento salariale, per un terzino che ora si concentrerà unicamente sugli obiettivi di squadra e personale.

Davide Calabria è stato uno degli elementi più interessanti usciti da Milanello negli ultimi anni, frutto di un settore giovanile che, forse, poteva esser maggiormente valorizzato. Un po’ sulla scia del suo idolo Paolo Maldini, il laterale rossonero vorrà ripeterne le gesta, vincere scudetti ma soprattutto Coppe dei Campioni e ripetere il suo cammino in Nazionale.

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Per il momento il ritiro estivo con il Milan lo porta tra i sicuri protagonisti del prossimo futuro. Non è un caso che, dall’arrivo di Stefano Pioli, il ragazzo milanese sia migliorato notevolmente, scrollandosi di dosso qualche paura. E di esterni, a Milano, ne sono capitati tanti, l’ultimo è stato Andrea Conti, pagato dall’Atalanta un bel po’ e ora ai margini della rosa, in attesa di una futura cessione.

Il capitano del futuro in rossonero

Calabria e Orsolini - Getty Images
Uno scatto del terzino, si oppone Orsolini – Getty Images

Il Milan e Davide Calabria legano il loro destino con reciproca soddisfazione. Classe 1996 è sempre più nella sua maturità calcistica, arrivata anche attraverso gli errori in campo. Sbaglia chi fa e chi gioca nel calcio, ha esordito nel 2015 con la maglia rossonera e poi ha scalato rapidamente le gerarchie.

Non dà nell’occhio, non è un giocatore appariscente ma riesce a mantenere compatta la difesa, riuscendo a svolgere il suo percorso sulla destra con equilibrio. È il calciatore che deve fare da pendolo, soprattutto quando dall’altra parte Theo Hernandez sale con vigore sulla sinistra.

Addirittura ha giocato a centrocampo, nel reparto a tre può adattarsi come mediano ed è questo un punto a favore, perché la versatilità è sempre un elemento in più per un calciatore.

La sua maturazione è dunque sorta, nella stagione 2019-20 ha giocato 25 partite in campionato con un gol, la scorsa stagione ha fatto meglio, disputando 32 incontri con ancora una rete. Soprattutto è diventato un punto di forza, un elemento su cui contrare.

Che sogna a buon ragione la Nazionale. Nell’under 21 aveva raccolto 19 presenze, nella selezione maggiore solamente due. Non è stato convocato per Euro2020, dovrà recuperare terreno in vista del mondiale di Qatar 2022. La concorrenza è importante, ma non impossibile, considerando come la scuola dei vecchi terzini sia ormai in estinzione.

E il rossonero potrà giocarsi tutte le sue carte, magari già assaggiando la fascia da capitano.