Francesco Totti sotto accusa. L’attacco: “Non è dei nostri”

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Totti a capo della Ct10 (Getty Images)

Francesco Totti è indagato dalla FIGC, l’accusa arriva dai procuratori italiani, la sua agenzia non potrebbe operare in Italia.

Francesco Totti sotto accusa. Essere agente dei giocatori, il procuratore, è un mestiere difficile. I casi di Raiola, oppure di Jorge Mendes, sono un esempio di ciò che vuol dire fare bene questo lavoro, e arricchirsi nel mondo del calcio.

Francesco Totti, dopo aver smesso i panni da giocatore, e poi da dirigente, perché a suo dire era impossibilitato a farlo alla Roma, il 10 febbraio del 2020 ha aperto un’agenzia, la Ct10. Questa agenzia, affidata ad un agente vero e proprio, ha scatenato l’ira dell’Associazione Italiana Agenti.

Secondo questa associazione, Totti non può operare in Italia, dove gli agenti per essere tali, devono superare vari test e prove. Addirittura, secondo alcuni procuratori, l’ex Roma sarebbe in possesso della licenza inglese, e non di quella italiana. Inoltre, già durante il lockdown nazionale dell’anno scorso, Totti aveva fatto infuriare l’agente di Tonali, Beppe Bozzo, poiché voleva strappargli proprio il centrocampista.

Totti si difende dalle accuse

 

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Dal canto suo, Francesco Totti non ci sta e si difende: “La mia società di servizi, opera nel settore dell’assistenza ai club e ai calciatori, con compiti di mediazione e consulenza”. Quindi, l’ex capitano giallorosso, farebbe solo azioni di scouting, cioè cerca di scoprire nuovi talenti, da portare ai club.

Totti parla della conformità alle regole seguita dalla sua azienda: “La società si avvale di professionisti abilitati, secondo quanto stabilisce la legge, e secondo le norme del CONI e della FIGC“. L’ex numero 10, dunque, ci tiene a chiarire come non abbia fatto nulla di male; ha aggiunto, inoltre, l’intenzione di presentare ricorso alle sedi opportune per difendersi.

Intanto, la FIGC ha aperto un’indagine dopo il ricorso dell’Agenzia Italiana Agenti. La Federazione ha deciso di andare fino in fondo ad una situazione non facile, che provoca molte tensioni, e pone in mostra l’assenza di regolamentazioni adeguate nel campo dei procuratori sportivi.