Finale Champions League: l’Italia ci mette lo zampino

Guardiola gol Brescia - Getty Images
Un gol italiano di Pep Guardiola: Brescia importantissimo per la sua carriera da tecnico - Getty Images

La finale di Champions League parla un po’… italiano. Nei futuri campioni d’Europa, infatti, in tanti hanno militato nelle squadre italiane, sia sponda Manchester City che dall’altra parte del Chelsea.

Un po’ di Serie A in finale di Champions League. Consoliamoci guardando un piccolo rovescio della medaglia, il nostro campionato spesso è formativo per i protagonisti europei. Sia il Manchester City che il Chelsea hanno elementi già protagonisti dalle nostre parti, con un pezzo di cammino condiviso che sicuramente è ricordato da molti.

L’esempio più eclatante, senza manco farlo apposta, è quello di Pep Guardiola. La sua storia italiana fu abbastanza particolare. Arrivò nell’autunno del 2001 a Brescia, il suo desiderio era di giocare con Roberto Baggio. Ricevette quasi subito una pesante squalifica per doping e rientrò solamente nel finale di stagione: lui e il “Divin Codino” salvarono il Brescia di Carlo Mazzone. Passò poi alla Roma di Fabio Capello, ma nel mercato invernale tornò ancora in Lombardia per una salvezza più tranquilla.

Gli insegnamenti di Mazzone furono quelli decisivi: non è un caso che invitò il tecnico a vedere la prima finale di Champions League da allenatore. “Pep, statte zitto!” era la battuta ricorrente di Mazzone, proprio per rimarcare quanto lo spagnolo era timido e introverso in gruppo. Ma leader in campo, dove una vita sportiva passata anche da calciatore al Barcellona.

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In campo c’è un po’ di tutto

Carlo Cudicini - Getty Images
Cudicini in finale di Champions League non da… portiere – Getty Images

Rimanendo al City, sicuramente c’è chi ricorda Joao Cancelo. Prima all’Inter, poi alla Juventus, che lo ha scambiato per Danilo. Il portoghese quest’anno, per altro, ha giocato in tanti ruoli, è diventato molto più duttile rispetto ai tempi italiani, dimostrandosi anche bravo nel difendere (e per chi fa il terzino non è un dettaglio).

Sponda Chelsea c’è l’imbarazzo della scelta. Non c’è un mister italiano, bensì un assistente. Thomas Tuchel ha al suo fianco Carlo Cudicini, che per un decennio difese la porta dei blues e ora fa proprio da assistente del tecnico tedesco, bravo nel chiudere la difesa anche grazie ai suggerimenti del figlio d’arte.

In difesa il Chelsea ha il colosso Antonio Rudiger, che abbiamo visto nella retroguardia della Roma qualche stagione fa. Nonché ha in rosa lo spagnolo Marcos Alonso, ex tornante sinistro della Fiorentina. Per altro in gol nel recente match di campionato proprio contro il Manchester City.

Sempre a sinistra, ecco Emerson Palmieri. Che in Inghilterra gioca poco e può tornare nel nostro campionato, dopo le esperienze con Palermo e Roma: prima però c’è la Nazionale di Roberto Mancini ad attenderlo per l’edizione degli europei itineranti.

In mezzo al campo, non dimentichiamo l’ex Inter Mateo Kovacic, ma soprattutto Jorginho. È il vice capitano dei blues, e può alzare la coppa delle grandi orecchie dopo una stagione vissuta con grande intensità. Anche per lui, poi ci sarà un’estate colorata d’azzurro.