Nandez è un leader di qualità: Cagliari salvo e felice

Nandez di testa - Getty Images
L'uruguaiano è il simbolo di un Cagliari ora salvo - Getty Images

Nandez, la grande bellezza del Cagliari. L’uruguaiano segue la scia degli idoli sudamericani in Sardegna: tifosi pazzi per lui.

Un combattente polivalente. Se la prima stagione è stata una rivelazione, la seconda è stata di conferma. Per Nandez quella in corso è stata una annata in crescendo, portando il Cagliari a una salvezza molto sofferta. L’uruguaiano ormai è un idolo dei tifosi rossoblu, che rivedono in lui la cosiddetta “garra”, di cui tanto si parla ma che in pochi applicano.

Il mediano sardo, però, è un massimo esponente del pensiero, abbinando quantità e qualità con un ritmo vorticoso che spesso travolge gli avversari. 65 presenze in Serie A, quattro gol e innumerevoli assist, con una capacità sempre crescente di entrare nel vivo del gioco soprattutto in fase offensiva. Il Cagliari ha trovato un leader caparbio, che va a mantener viva la colonia florida dell’Uruguay in Italia e dei sudamericani in Sardegna.

Un rapporto forte quello tra Cagliari e Nandez, con le prime voci del calcio mercato che vorrebbero il centrocampista lontano dalla Sardegna Arena. Ci vorrà molto denaro ma anche molta capacità di persuasione per far lasciare i rossoblu, il centrocampista ha confermato di stare benissimo al Cagliari e un addio non è paventato. Per buona pace di tutti i direttori sportivi, italiani e non.

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Un giocatore che fa per tre

Nandez Cagliari - Getty Images
Nandez del Cagliari ha ormai raggiunto i gradi da leader – Getty Images

La carriera del centrocampista è iniziata nel Penarol, partendo addirittura da trequartista. Il piede è sempre stato ottimo, educato e adatto per dare al pallone traiettorie morbide e delicate. A ciò, si uniscono doti da leader, un temperamento combattivo che lo hanno così portato a giocare direttamente nella mediana.

Era in pratica l’unico trequartista atipico, che lottava più che inventare, logico il suo indietreggiamento. L’approdo al Boca Junior è stato un ulteriore passo in avanti, due stagioni da protagonista con una capacità di entrare sempre bene nei match, soprattutto i derby.

L’arrivo a Cagliari è stato un avanzamento importante della sua carriera, con l’arrivo nel campionato italiano che da subito lo ha accolto come un sicuro protagonista. E Nandez non ha deluso le attese, da queste parti ci sono i ricordi vivi del mondo uruguaiano. Partendo

In principio fu Enzo Francescoli, 98 presenze e 17 gol in Sardegna, l’ispiratore di Zinedine Zidane, arrivato insieme a Daniel Fonseca. Sul versante offensivo come non citare Fabian O’Neill, trequartista di classe assoluta, finito poi alla Juventus e disperso poi nei problemi extra calcistici.

Diego Lopez arrivò da giovanissimo e non se ne andò più, allenando poi anche la prima squadra in più riprese. Di Josè Herrera si ricordano le gran punizioni, e il fatto di essere il suocero di Godin, attuale centrale di difesa.

Nandez, invece, è il tuttofare che abbina la classe di O’Neill, l’attaccamento alla maglia di Lopez, il senso del gol di Fonseca, e il tiro di Herrera. Un mix importante per un idolo diventato leader.