Il Portogallo è pronto per il bis? Europei per la conferma

Bruno Fernandes auto
Bruno Fernandes, leader dei Red Devils (Getty Images)

Il Portogallo sembra accreditato a un bis per Euro 2020. Gli Europei potrebbero sorridere nuovamente a Cristiano Ronaldo e soci. Molto più forti di cinque anni fa.

Se c’è una nazionale che può difendere il titolo, quella è il Portogallo. Quasi ricalcando la Spagna, i lusitani potrebbero ottenere la seconda affermazione di fila nella competizione degli Europei. Con alcune differenze, intanto la “Roja” aveva già dimostrato di essere in uno stato di grazia, infilando anche un Mondiale nel mezzo di quest’impresa. In più, gli spagnoli avevano un gioco corale abbastanza movimentato, che poteva fare a meno anche di un bomber.

Cosa imprescindibile, invece, nel Portogallo, dove Cristiano Ronaldo è sempre fondamentale. L’unica affermazione agli Europei è datata 2016, con un cammino abbastanza bislacco. In sette partite, compresa la finale, i lusitani riuscirono a pareggiare sei volte nell’arco dei novanta minuti. Anche la finale fu risolta all’extratime, segnò Eder che in quella stagione era stato addirittura a secco. Con Fernando Santos e Cristiano Ronaldo a dare dettami dalla panchina: CR7 fu subito azzoppato da un’entrata del francese Payet.

Sarà un’altra musica, decisamente, quella che andrà in scena a giugno. L’asso juventino è il capitano, ma dietro c’è una generazione di fenomeni abbastanza interessante. Sia lì davanti, nonché qualche metro più indietro.

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La crescita di una nazionale

Ronaldo Getty Images
Cristiano Ronaldo in decollo verso gli europei con il Portogallo – Getty Images

In effetti, è un Portogallo che sta maturando abbastanza bene. Partendo dalla difesa, le garanzie sono aumentate nel corso del tempo, fermo restando la diminuzione del fattore indolenza, spesso deleterio. A protezione di Rui Patricio, il quartetto può esser composto da Cancelo, Guerreiro sulle fasce, Pepe e Ruben Dias in mezzo. I centrali sono il punto forte sicuramente: l’esperienza di Pepe, in particolare, è ciò che serve a questo gruppo. Ma attenzione all’erede di Bruno Alves in nazionale, anche a chi farà sicuramente meglio vedendo la straordinaria stagione.

Ruben Dias è praticamente il nuovo talento esploso nel calcio mondiale. Classe 1997, nel Manchester City è diventato un muro insormontabile, con finale di Champions League inclusa che potrebbe consacrarlo definitivamente.

Nella mediana molti piedi buoni, pochi corridori. Se tutto il peso del pressing sarà affidato a Danilo Pereira, lo squilibrio in campo tenderà a premiare gli avversari di tutti. Se invece il sacrificio sarà plurimo, allora il Portogallo può trarre vantaggio da un po’ tutti i convocati.

Resiste sempre Joao Moutinho, insormontabile classe 1986 e ormai metronomo aggiunto della selezione portoghese. Ma occhio agli emergenti, Ruben Neves, Bruno Fernandes e Diego Jota: ugualmente funzionali ad alzare il tasso di fantasia in mezzo al campo, senza dimenticare Bernaldo Silva, forse la sintesi più concreta.

Ovviamente, occhio all’attacco. CR7 + Joao Felix se la dovranno vedere contro le difese di Germania, Francia e Ungheria. Per passare il girone servono i gol e soprattutto le vittorie, contrariamente al 2016.