Cambi di panchina: ricetta italiana per andare fuori di testa

I cambi di panchina più folli di Serie A. Guardando la classifica dell’ultimo campionato, ben otto su dieci si sono affidati a nuovi tecnici per il futuro.

Una cosa è certa: mai come in questo scorcio calcistico si può parlare del tanto abusato valzer delle panchine. I cambi di panchina per ogni squadra o quasi, su questa media tutti i tifosi hanno avuto molto da discutere anche nei giorni scorsi, così come ancora ci possono essere sorprese.

L’unico dato certo è che solo in due, nella prima parte della classifica, sono rimaste fedeli ai loro mister. L’Atalanta ha confermato Gian Piero Gasperini (e ci mancherebbe pure…), il Milan si ritrova con Stefano Pioli per affrontare la nuova avventura in Champions. Fiducia, quindi, perché la Coppa dei Campioni in alcuni casi ha bisogno di conferme, in altri casi di vere e proprie svolte.

Non è un caso nemmeno che le squadre più discusse hanno cambiato il loro trainer, e altre non hanno compiuto questo passo nello scorso torneo. Dove i cambi di panchina in corsa sono stati limitati al minimo, tranne per la Fiorentina con il doppio passo tra Iachini e Prandelli, nessuna ha abusato dell’opzione. Solo Crotone, Parma, Genoa, Torino e Cagliari hanno fatto questa scelta, le prime due sono comunque andate in Serie B, insieme al Benevento che stoicamente ha tenuto in sella Pippo Inzaghi sino alla fine.

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Una svolta per vincere

Fonseca e Gotti - Getty Images
Cambi di panchina per la Roma e…forse per l’Udinese – Getty images

Sicuramente quello che fa più discutere dei cambi in panchina è quello interista. Perché l’addio con Antonio Conte è maturato in 48 ore, il tempo di capire che lo stipendio non sarebbe aumentato, anzi. Con una buonuscita di sette milioni e mezzo l’addio al tecnico leccese, e il consequenziale arrivo di Simone Inzaghi che alla Lazio, tra campo e guida tecnica, ha trascorso una ventina d’anni.

La Juventus, invece, aveva già fatto capire le sue intenzioni. L’addio di Andrea Pirlo era conclamato, il ritorno di Massimiliano Allegri si legava al mancato rinnovo di Fabio Paratici. Questioni di meccanismi e di scelte di vita, l’impressione è che i bianconeri siano tornati indietro di due anni, anche per progettazione e voglia di costruir il futuro.

Il Napoli ha salutato Gattuso, che si è poi accasato alla Fiorentina. Ma più di tanto non poteva ottenere dal tecnico calabrese, oggettivamente i partenopei non sono sembrati superiori alle prima quattro in Serie A. Hanno cambiato le romane, soprattutto Josè Mourinho è stato il colpo a sorpresa che mancava da anni nel nostro torneo. Il Sassuolo ha dovuto salutare Roberto De Zerbi, la Sampdoria ha congedato Claudio Ranieri, il Verona invece Ivan Juric.

La sensazione è che la stagione 2021-22 possa regalare cambi di panchina importanti anche dopo poche giornate in campo.