Olimpiadi, non solo Dani Alves: i fuoriquota più “strani” della storia

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Ivan Zamorano, fra i migliori fuoriquota nella storia delle Olimpiadi (Getty Images)

A Tokyo fra i fuoriquota nelle squadre pronte ad affrontare le Olimpiadi ci saranno tanti big: la storia ha regalato esempi strani e racconti fantastici.

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Ivan Zamorano, fra i migliori fuoriquota nella storia delle Olimpiadi (Getty Images)

Non solo Dani Alves e Kessié. Fra i fuoriquota alle Olimpiadi ci saranno calciatori reduci da annate di alto livello. Da Gignac, re del Messico, a Ceballos e Asensio nella Spagna, ma anche Kruse e Amiri. Nomi altisonanti, che avranno l’onore di rappresentare una nazione ai giochi a 5 cerchi. Le Olimpiadi sono riservate infatti ai calciatori che non hanno superato i 24 anni, ma l’apertura ai fuoriquota consente ad allenatori e federazioni di chiamare elementi più esperti per dare una mano ai giovani.

Ecco quindi che sbucano le sorprese, e anche in Giappone molti tecnici hanno scelto di avvalersi di questa possibilità. Possono essere al massimo 3 per ogni squadra, in una regola che esiste ormai da tempo, e che ha regalato in passato casi curiosi e storie rimaste a lungo nei ricordi degli appassionati. I nomi dei fuoriquota scelti in passato per le Olimpiadi sono infatti altisonanti.

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Fuoriquota alle Olimpiadi: da Rocchi a Pirlo. Le stelle in passato hanno acceso i giochi

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Pagliuca, scelto in passato dall’Italia fra i fuoriquota alle Olimpiadi (Getty Images)

La lista è lunga, e i fuoriquota alle Olimpiadi hanno regalato emozioni importanti. L’Italia scelse nel 2008 di affidarsi a Tommaso Rocchi. Fece anche un gol, prima di infortunarsi. Prima di lui nel 1996 toccò a Pagliuca, Crippa e Branca, devastante con 4 reti in 3 partite. Nel 2004 fu invece il turno di Pirlo, che trascinò gli azzurri al terzo posto, e di Ferrari e Pelizzoli. Il Brasile è invece la squadra che ha fatto più ricorso agli “over”. Da Rivaldo, Aldair e Bebeto ad Atlanta fino  Ronaldinho, bronzo a Pechino. E ancora Thiago Silva, Marcelo e Hulk nel 2012 e Neymar, oro nel 2016.

Anche nell’Argentina i nomi fecero scalpore. Riquelme, Simeone, Ayala, Kily Gonzalez ed Heinze. E ancora Mascherano e Rulli. Le scelte, come spesso accade, ricadono sui bomber. Quei calciatori che possono trascinarti alla vittoria. L’Olanda si presentò nel 2008 con Makaay, il Camerun con Mboma e il Cile con Zamorano, capocannoniere delle Olimpiadi nel 2000. Storie fantastiche che si riproporranno a Tokyo, con una serie di calciatori pronti a tentare l’assalto olimpico.