Marco Parolo da second life: cosa farà l’ex laziale?

Marco Parolo ha due scelte: continuare in campo oppure provare subito la via della panchina. A 36 anni potrebbe essere ancora utile in Serie A.

Marco Parolo - Getty Images
Marco Parolo esulta dopo il gol in Champions League con la Lazio – Getty Images

Un centrocampista dai piedi pensanti e dai modi gentili. Marco Parolo è stato ricordato così dai tifosi della Lazio, dopo tanti anni di battaglie in mezzo al campo. L’addio di Simone Inzaghi ha praticamente convinto il centrocampista di dover lasciare i colori biancocelesti, si sarebbe sentito un peso con Maurizio Sarri.

Molto candidamente, Marco Parolo ha ammesso che con l’arrivo di Sarri si sarebbe sentito di troppo, perché il tecnico toscano non aveva certo bisogno di accompagnatori o suggeritori. Cosa ben diversa da un tecnico magari giovane, al quale lo stesso ex centrocampista laziale avrebbe fatto un po’ da Cicerone nell’ambiente Lazio.

Classe 1985, Marco Parolo ha così una grande esperienza in mezzo al campo, tutte le gerarchie scalate nei vari campionati, ha lottato per la salvezza, per l’Europa e per lo scudetto. E lo ha fatto sempre dimostrando il suo valore, ben capendo come il suo calcio era fatto di lotta e di imposizione, ma anche di giornate da ricordare con il sorriso.

44 i suoi gol in Serie A, potrebbe tornare in campo proprio per chiudere a quota 50. Oppure intraprendere direttamente il percorso da tecnico, sta studiando e avendo le sue prime abilitazioni, partirebbe così già con un nuovo mestiere direttamente.

La nazionale e la quaterna

Tiro di Parolo - Getty Images
Centrocampista dai piedi risoluti, spesso anche in rete – Getty Images

Tra i punti più importanti della carriera calcistica di Marco Parolo ci furono la Nazionale e una giornata a Pescara.

Con la maglia azzurra non ebbe troppa fortuna, o per meglio dire avrebbe meritato altri tipi di risultati. Perché 36 presenze con la Nazionale sono un bottino considerevole, pur senza aver mai segnato. Fu presente al mondiale del 2014, quando dovette addirittura adattarsi a centrocampo nella sfida contro l’Uruguay: Cesare Prandelli sostituì l’inefficace Mario Balotelli, ritrovandosi poi negli ultimi attimi della partita a dover rimontare senza più punte.

Era purtroppo presente anche nel punto più basso della nostra selezione, lo spareggio contro lo Svezia e il suo esito convinsero Marco Parolo all’addio all’azzurro, sofferto proprio per la grande delusione avuta.

Al contrario, una giornata particolarmente di gloria fu trascorsa a Pescara. Quando riuscì addirittura a segnare un poker di reti contro i malcapitati biancazzurri. Portò un pallone a casa e uscì dallo stadio “Adriatico” con la consapevolezza di aver dato felicità… agli amanti del fantacalcio.

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Parolo, oltre alla Lazio, ha avuto anche un trascorso in Serie A con il Parma e prima ancora con il Cesena, raggiungendo una promozione con quel Pierpaolo Bisoli che lo ebbe anche a Foligno, quando mosse i suoi primi passi da calciatore. Se quelli di maggio saranno stati, invece, gli ultimi di passi lo sapremo a breve.