Leonardo e la festa dei campioni: un compleanno di lusso

Il compleanno di Leonardo è molto più festeggiato in Francia che in Italia o Brasile. 52 anni per l’ex allenatore di Milan e Inter, ora catapultato a gestire un dream team nel Paris Saint Germain.

Leonardo - Getty Images
Festeggia il suo compleanno Leonardo ora al Psg ed ex Milan – Getty Images

La torta per Leonardo potrebbe anche essere ricoperta d’oro. Perché immaginando una colletta delle super star del Paris Saint Germain, sicuramente per il compleanno di Leonardo nessuno tirerà il braccino indietro. Anzi, i super ingaggi dati alle stelle parigine hanno anche la sua matrice, Leonardo sa di avere in mano un super team e da tutto ciò dovrà ripartire per vincere tutto.

Intanto si gode la giornata di compleanno, i 52 anni vissuti un po’ giro e una serenità che comunque non gli è mai mancata. Una vita quasi da film, non fosse altro che anche i colpi di testa… li ha fatti con un certo aplomb. Non è mai stato un uomo da gesti plateali, anche quando chiese la mano di sua moglie lo fece in diretta tv e per un attimo nessuno se ne era accorto. In collegamento per Sky, si rivolse ad Anna Billò facendole la proposta di matrimonio. Per qualche secondo tutti rimasero straniti, poi si accorsero che Leonardo aveva compiuto una piccola parte di storia recente dell’emittente satellitare.

Alla ricerca di altri campioni

Presentazione Messi - Getty Images
Il colpo Psg è stato senza dubbio quello di Leo Messi – Getty Images

Per Leonardo è un compleanno di lavoro perché il Psg non si fermerà qui per la sua squadra stellare. L’obiettivo, per paradossale che sia, è trovare proprio un giocatore che somiglia al suo direttore sportivo. Ovvero un elemento che non dia grane, sia funzionale al tipo di gioco dei francesi e sappia essere un equilibratore.

Un po’ come fece lui ai tempi da calciatori, spesi tra il Valencia, il San Paolo e il Giappone con il Kashima Antlers. Ma anche con il Milan, in prima parte dal 1997 al 2001 e poi con una breve comparsata nel 2003. Era subito entrato nel cuore dei milanisti, soprattutto dei dirigenti e fu preso sotto l’ala protettrice di Adriano Galliani. Che, insieme a Berlusconi, lo decretarono come erede di Carlo Ancelotti e quello fu un fardello troppo grande nel 2009. La sua stagione non partì benissimo, prese quattro gol in un derby e per riprendersi ci volle un bel po’. Fu salutato senza troppi rimpianti, voleva fare da solo la formazione…

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Quanto accadde alla vigilia di Natale del 2010 lasciò senza parole. Leonardo passò all’Inter per sostituire Rafa Benitez. Lo fece con il clamore altrui, ma lui pensò ad allenare e basta, infilando 12 vittorie consecutive in casa e un secondo posto in campionato. Non fu confermato e sbarcò nell’universo Psg da dirigente, fu squalificato per una spallata a un arbitro, poi tornò al Milan e ancora in Francia. Tanti movimenti, ma con classe.