Calciatori brasiliani tra “futebol bailado” e giustizia: i casi eclatanti

Ronaldinho e Robinho con la coppa del mondo

Alcuni celebri calciatori brasiliani, hanno dovuto affrontare avversari più duri delle difese di una squadra: la giustizia ordinaria

Il Brasile si sa, ha sfornato una serie di campionissimi nel mondo del calcio. Sin dai tempi di Pelé, il Brasile è sinonimo di grande calcio. Alcuni dei campionissimi, però, hanno dovuto vedersela con la giustizia.

Il caso più celebre è senza dubbio quello di Ronaldinho, uno dei più grandi campioni della storia del calcio, che per una vita extra calcistica turbolenta, ha forse chiuso in anticipo la carriera.

Ma non solo; il Gaucho è stato addirittura arrestato nel 2020, per due volte in Paraguay, la prima per aver passato il confine con un passaporto falso, la seconda per riciclaggio di denaro insieme al fratello. L’ex Barcellona e Milan, ha dovuto festeggiare il suo 40mo compleanno in carcere.

Ronaldinho ha inoltre avuto in passato problemi con il fisco; l’ex giocatore ha dovuto versare 1.4 milioni di euro. E proprio la condanna in questo caso, gli ha causato il ritiro del passaporto, oltre che a bloccare le sue proprietà.

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Altri casi illustri: Robinho e Adriano

 

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Altri due super giocatori, che poi si sono persi per strada, sono stati Robinho e Adriano. L’ex Real Madrid e Milan, è stato condannato in primo grado dalla giustizia italiana a ben 9 anni di carcere per stupro ai danni di una ragazza, nel 2013.

Il giocatore, oggi tornato al Santos, potrebbe rischiare l’estradizione, nel caso in cui la giustizia italiana chieda a quella brasiliana, di aprire un procedimento.

Adriano ha invece gettato al vento quasi tutta la sua carriera, a causa dell’alcolismo, in seguito alla morte del padre. Nel 2014 fu sollevato dall’accusa di narcotraffico risalente a sette anni prima; secondo le accuse aveva permesso ai narcos l’utilizzo del suo veicolo per il traffico di droga.

Anche Ronaldo il fenomeno è stato pizzicato dalla giustizia. Prima, nel 2011, per una lite con un vicino di casa, poi nel 2019, quando gli fu stata mossa l’accusa di aver danneggiato le zone adiacenti la sua abitazione, con dei lavori non a norma.

Altro caso celebre in Italia, fu quello di Amantino Mancini, ex funambolo di Roma e Inter, accusato e poi condannato per violenza sessuale ad una ragazza, conosciuta in una festa organizzata da Ronaldinho.

L’ultimo caso: Neymar e il Covid

L’ultimo caso in ordine cronologico, è quello di Neymar. Il giocatore del PSG è tornato in Brasile per la sosta natalizia della Ligue 1, e ha organizzato una mega festa con più di 100 invitati (500 secondo i media brasiliani).

Ovviamente l’indignazione pubblica è stata forte, ed a nulla sono servite le dichiarazioni di Neymar; l’attaccante aveva spiegato come fossero stati tutti tamponati gli ospiti. Anche la giustizia brasiliana non si è convinta, e il procuratore di Rio de Janeiro ha aperto un’inchiesta.