Tromso, il club alla federazione: la richiesta che non t’aspetti

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Mondiali in Qatar (Getty Images)

Il Tromso ha chiesto alla federazione calcistica norvegese una clamorosa presa di posizione sui Mondiali. Cosa succederà ora?

Il mondo del calcio sta cercando di uscire dalla crisi economica provocata dalla pandemia; da diversi anni ormai, prova anche a rendere la propria immagine migliore e sempre più appetibile per tutti. Però, le ultime notizie che arrivano dal Qatar, hanno fatto indispettire e non poco.

L’inchiesta del Guardian, ha portato alla luce la morte di ben 6500 immigrati nella costruzione degli stadi del Paese mediorientale per il Mondiale 2022, già discusso per via della “strana” assegnazione.

Da ogni parte del mondo, calcistico e non, si sono levate proteste. In particolare, in Norvegia, il Tromso, squadra che milita nel massimo campionato del Paese scandinavo, ha chiesto ufficialmente alla federazione di boicottare il mondiale 2022.

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Tromso, le ragioni del boicottaggio nel comunicato

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Squadra del Tromso (Getty Images)

Nel comunicato ufficiale inviato alla federazione, il Tromso, parte dall’assegnazione già definita corrotta in passato, dei mondiali al Qatar; prosegue poi arrivando al punto dei lavoratori morti nella costruzione degli stadi.

Il dialogo e le discussioni, con critiche annesse, non sono servite a migliorare la situazione, secondo la società, e allora si deve fare qualcosa di importante, affinché tutti capiscano cosa succede. Il club, alla fine del comunicato, sollecita la federazione norvegese, a boicottare i mondiali, qualora la nazionale si dovesse qualificare.

Anche altre squadre scandinave, sembrano poter entrare in quest’ottica, simile a quella del Tromso, il quale, non darà risalto a nessuna attività promozionale riguardante il torneo iridato del 2022.

Quello del Tromso, è un passo avanti deciso e coraggioso, al quale, probabilmente, si potrebbero unire altre società norvegesi, ma anche delle nazioni vicine, e del resto d’Europa e del mondo. Infatti, di fronte a tragedie come quella del Qatar, non si può abbassare lo sguardo, e nei tempi attuali bisogna avere il coraggio di dire no.