Manchester, chi si rivede. United… da Serie A

Il Manchester United che affronta il Milan ha cinque vecchie conoscenze del nostro campionato. E potrebbero essere decisive già stasera.

Il Manchester United ha… un pizzico di Serie A. La dorsale dei “Red devils”, praticamente, è cresciuta nel nostro campionato, maturando per poi spiccare il volo. Il caso più lampante è di Paul Pogba, che ha fatto il biglietto prima all’andata verso la Juventus, e poi al ritorno in Inghilterra. Prelevato a costo zero da Alex Ferguson, la Juventus lo ha eretto campione mondiale, crescendo prima con Antonio Conte e poi con Max Allegri, prima del ritorno in Inghilterra.

E spesso, proprio dall’Oltremanica, manda messaggi ai suoi ex tifosi italiani. Con Mino Raiola mai dire mai, e il ritorno spesso viene invocato dai tifosi bianconeri proprio per avere un uomo di qualità in mezzo al campo.

Ben diversa è la storia di Edinson Cavani. Scovato da Maurizio Zamparini, sembrava uno dei tanti sbarcati in Italia. Una seconda punta brava sì, ma poco prolifica con la maglia del Palermo. L’arrivo al Napoli lo ha trasformato, diventando centravanti un po’ per necessità e un po’ per virtù. E allo stadio partenopeo… “Si gonfia la rete”. Cavani divenne idolo indiscusso prima di approdare in Francia, lasciando comunque un ricordo importante nei tifosi napoletani. Di centravanti con questo fiuto del gol al Napoli sono ancora rimpianti, le voci su un eventuale ritorno non sono state mai concretizzate.

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I giovani d’oro e l’esperto portiere

Bruno Fernandes esulta - gettyimages
Bruno Fernandes decisivo anche in Europa – Getty Images

Il caso più eclatante di maturazione calcistica è quello di Bruno Fernandes, che in Italia era più ricordato per i dentoni e le pause insolenti in mezzo al campo, piuttosto che per i colpi di genio. Cresciuto nel Novara, è passato poi nell’Udinese di transizione, giocando sì con Guidolin, Stramaccioni, Colantuono e Delneri ma non trovando mai quel cambio di passo necessario.

Sbarcato poi a Genova sponda Sampdoria, ha avuto la fiducia dell’intransigente Marco Giampaolo che, da un punto di vista tattico, lo ha ben oliato da centrale a supporto delle punte oppure anche in posizione defilata per servire al meglio Fabio Quagliarella.

Tornato in patria, allo Sporting Lisbona, è esploso con una maturazione da 39 gol in 83 presenze e un prezzo di quaranta milioni che ha ingolosito il Manchester United. E in Inghilterra è diventato un top player, in una stagione e mezza (nemmeno conclusa) ha messo insieme 42 presenze in Premier League e 24 reti: roba da bomber più che da trequartista.

Proprio il Manchester ha fatto recentemente shopping in Italia, comprando Ahmad Traorè dall’Atalanta. Pochi minuti in Serie A, tanta primavera, ma un cartellino già lievitato che ha fatto stappare lo spumante a Percassi per la plusvalenza maturata in così poco tempo.

E in porta, ogni tanto, fa capolinea Sergio Romero, che alla Sampdoria non fu così protagonista. Alternò partite buone ad altre sotto la soglia della sufficienza, non esprimendosi al meglio.