Turno pasquale per tutti: sarà la fine della contemporaneità?

Samp schierata - Getty Images
Sabato in campo di un tempo con i bambini e l'uovo di Pasqua - Getty Images

Il turno pasquale potrebbe essere l’ultimo con più gare in contemporanea. Un’ipotesi veritiera anche alla base dei nuovi diritti tv.

Signori, tenetevi forte: il calcio di un tempo rischia di scomparire per sempre. L’elemento contemporaneità, a meno di grossi miracoli, non ci sarà più e sabato, per il turno pasquale, potremmo vedere l’ultimo esemplare concesso. Le sette gare alle 15 saranno probabilmente l’ultima concessione al passato amato, il mondo va in una certa direzione e bisogna adeguarsi.

I nuovi diritti del calcio punteranno sullo spezzatino a tutti i costi. Abbiamo già avuto dieci gare in dieci orari, copiando il modello spagnolo (perché la Serie A copia sempre il peggio dall’estero). E non ci siamo divertiti assolutamente, lo spettacolo non è quello di una volta, e non sappiamo chi ha il coraggio di vedere in media più di tre gare a settimana del nostro campionato e divertirsi.

Questioni di stelle e di squadre non eccelse, di stadi che sembrano finti senza pubblico e di un sistema che ormai va da tutt’altra direzione. La Serie A non è il paradiso del pallone, e nella prossima stagione avrà una calendarizzazione ancora più marcata. Si giocherà a tutti gli orari, forse tutti i giorni – tranne per quelli riservati alle coppe europee – saranno dedicate al campionato con almeno una partita. Troppo lunga la gestazione di queste idee, tanti soldi serviranno alle società per proseguire il loro cammino e salvare i loro bilanci.

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Il passato che si rimpiange, ma di cui a pochi importa

Operatore tv - Getty Images
Un operatore tv impegnato nel turno pasquale – Getty Images

La contemporaneità non è un capriccio, ma forse un modo per salvare la spettacolarità. Non a caso, i turni che ricordiamo maggiormente sono sempre stati quelli più caotici. Che si ascoltino i risultati per radio o guardando le dirette dei gol, i turni più belli hanno più gare allo stesso orario. Proprio per l’effetto domino e scatenante, non a caso soprattutto nelle ultime giornate succede di tutto ascoltando quanto succede dagli altri campi.

Un elemento di bellezza sempre più snaturato: negli ultimi turni, ormai, gli orari sono costruiti in base agli obiettivi. Le gare “inutili” diventano gli anticipi, la zona salvezza di sera e quella per l’Europa nel tardo pomeriggio (o viceversa).

Il turno pasquale, con dieci partite di cui sette in contemporanea, sembra quasi un ultimo regalo ai nostalgici. Un sabato in zona rossa, un altro – ahinoi –  ma con la gioia di vedere quasi tutti all’opera, con obiettivi variegati ad incrociarsi.

Anticipi e posticipi collocano però avranno in scena le big del torneo. Alle 12.30 in campo andranno Milan e Sampdoria, alle 18 ci sarà il derby di Torino, alle 20.45 invece giocheranno Bologna e Inter. Le altre sette gare riguarderanno l’obiettivo Champions, l’Europa League e la lotta per la permanenza in Serie A.

E saranno ugualmente belle, perché giocheranno tutte insieme. Sarà un effetto psicologico, sarà la magia dei tempi passati, chissà cosa diremo tra un anno…