19 aprile da sogno rossonero: la gara perfetta del Milan di Sacchi – VIDEO

Arrigo Sacchi - Getty images
L'Arrigo nazionale sorride al ricordo di quel 5-0 tra Milan e Real Madrid - Getty Images

Il 19 aprile 1989 fu una data storica per il Milan di Sacchi: la cinquina al Real Madrid per dimostrare che il calcio era il migliore del mondo.

Una data impressa nella memoria. Era il 19 aprile 1989 e per il tifoso del Milan quella data ha il valore di un Natale sportivamente parlando. A compiere l’impresa fu il Milan di Sacchi e fu un evento da ricordare a lungo. Il 5-0 inflitto al Real Madrid nella semifinale di Champions fu l’apoteosi del calcio italiano, che in quei giorni riuscì a piazzare tre squadre in tre finali europee.

Lontanissimi tempi, dunque, non era solamente la squadra rossonera a primeggiare. Il Napoli in Coppa Uefa raggiunse e vinse poi la finale, la Sampdoria fece altrettanto nella Coppa delle Coppe. Era l’Italia il paese d’oro del calcio mondiale, l’anno dopo avrebbe organizzato anche i mondiali e i migliori stranieri arrivavano in Serie A ad alzare il tasso tecnico.

Che, beninteso, era già altissimo, come nel caso appunto dei rossoneri, con una matrice di qualità importata nel corso degli anni e con l’aggiunta di veri e propri fenomeni. Il dubbio è se quella Coppa dei Campioni (conquistata con il 4-0 alla Steaua Bucarest) fu un trionfo più dei tre olandesi o più dell’Arrigo nazionale. In ogni caso, per il tifoso rossonero quel 5-0 inflitto al Real Madrid rimane l’esempio di partita perfetta. Da tramandare alle nuove generazioni.

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Una cinquina per entrare nella storia

Sacchi e i milanisti - getty images
Il Milan di Sacchi … ringraziato dal tecnico qualche tempo fa – getty images

Al Milan bastava fare poco per andare in finale. L’1-1 dell’andata al Bernabeu, con una gara a larghi tratti dominata, era stata già lampante come esempio di dominio. Leo Beenhakker, allenatore dei blancos, si era avventurato in qualche dichiarazione di troppo, e il Milan di Sacchi si vendicò in campo.

L’undici titolare era formato da – in ordine numerico (sigh…) – Giovanni Galli, Tassotti, Madini, Colombo, Costacurta, Baresi, Donadoni, Rijkaard, Van Basten, Gullit, Ancelotti. Nel corso della ripresa subentrarono Filippo Galli per Colombo e Virdis per far rifiatare Gullit a risultato ampiamente acquisito.

Il trionfo arrivò nel vivo del match. Dopo 18 minuti sbloccò il match Carlo Ancelotti, con un siluro dalla distanza, uno dei colpi preferiti dell’ora tecnico dell’Everton. Altri sette minuti e spazio per il raddoppio, marcò visita Rijkaard e la gara andò in discesa, a fine primo tempo Gullit siglò la terza rete. Nella ripresa prima Van Basten al 49°, poi Donadoni al 59° arrotondarono il punteggio ed entrarono di diritto nella storia.

Era troppo forte quel collettivo rossonero o troppo scarso quello spagnolo? Non si può dire tutto ciò per quest’ultimo, in rosa aveva gente del calibro di Schuster. Hugo Sanchez e Butragueno, ma anche qualche calciatore poi visto in Italia. Come nel caso di Martin Vazquez, che ha brillato a tratti nel Torino, e del mediano Gallego, che arrivò nella Serie A per disputare un campionato con l’Udinese.