I giornalisti che hanno scritto la storia del calcio

Gianni Minà
Gianni Minà (Getty Image)

Ci sono due grandi firme che hanno fatto la storia del giornalismo sportivo italiano, uno si chiama Gianni Brera, l’altro Gianni Minà.

L’Italia è sempre stata patria di grandi letterati, romanzieri e giornalisti: un filo che parte da Dante Alighieri, fino ad arrivare ad Enzo Biagi. Nel mondo del calcio, i due giornalisti che sono entrati nella storia si chiamano entrambi Gianni: uno Brera, l’altro Minà. Nomi che oggi non ricordano nulla ai più giovani, ma che un tempo scrivevano articoli da espulsione.

Leggi anche: Rimonte nella storia del calcio: cinque partite straordinarie

Leggi anche: Calciatori italiani all’estero: non solo Verratti e Florenzi

L’inventore di parole

Gigi Riva
Gigi Riva (Getty Image)

Gianni Brera è nato a San Zenone al Po nel dicembre del 1919. Dopo una breve esperienza calcistica come terzino, a 16 anni inizia a scrivere per “Lo schermo sportivo”. L’anno successivo passa al “Guerin Sportivo”, e quando arriva la seconda guerra mondiale parte come paracadutista. Più tardi fugge in Svizzera e diventa partigiano. Per tutta la durata del conflitto non sparò mai a nessuno, e ne fu fiero.

Finita la guerra diventa un autore per “La Gazzetta dello Sport” e dopo vari cambi di testate conclude la sua carriera a “La Repubblica”. Morì il 19 dicembre 1992 per un incidente d’auto a Cologno insieme a due colleghi.

Gianni Brera è stato un innovatore della lingua. Con i suoi neologismi e le trasposizioni di parole dall’uso comune a quello sportivo, è riuscito a conferire una nuova anima al giornalismo italiano.

Tra le parole da lui coniate per primo nel calcio: uccellare, goleador, libero, centrocampista, intramontabile, contropiede. Brera era anche un inventore di soprannomi, come Rombo di Tuono per Gigi Riva e Il Cavaliere per Silvio Berlusconi. Giornalista di altri tempi.

Il provocatore

Gianni Minà è nato a Torino il 17 maggio 1938. Nella vita ha fatto un po’ di tutto: giornalista, scrittore, editore, conduttore. La sua carriera inizia nel 1959 come inviato per TuttoSport, di cui poi diventerà direttore negli anni ’90.

Minà ha collaborato con vari quotidiani italiani e stranieri, e girato decine di documentari, di cui uno su Maradona. Oltre ad aver vinto numerosi premi in ambito giornalistico, nel calcio verrà sempre ricordato per aver seguito da cronista 8 coppe del mondo di calcio. Un mondiale su tutti lo ha battezzato come provocatore.

Nel 1978, mentre si trovava in Argentina per seguire la nazionale, Gianni venne ammonito per aver fatto domande scomode sui desaparecidos ad uno degli organizzatori del mondiale. Poco dopo Minà venne espulso dal paese per aver portato avanti la sua inchiesta e non aver sospeso le indagini. Non solo giornalista, ma un vero uomo.