Matteo Darmian: il candidato unico al premio dell’umiltà

Darmian sdraiato - Getty Images
L'esterno di Antonio Conte è un dodicesimo uomo interista - Getty Images

Matteo Darmian vince un ipotetico premio dell’umiltà in questo campionato. Un elemento ideale per Antonio Conte, che già lo ha apprezzato ai tempi della nazionale.

L’umiltà vince sulla presunzione. La storia di Matteo Darmian è quella di un calciatore che ha sempre fatto parlare il campo. Giocatore quasi di altri tempi, l’esterno difensivo interista, un elemento ideale per il gioco di Antonio Conte, sia per le caratteristiche nonché per il sacrificio che mette in campo.

Un sacrificio apprezzato da tutto l’ambiente nerazzurro, forse con Marotta e Conte l’Inter ha capito come servano questi tipi di calciatori rispetto ai fenomeni da una gara buona e venti giocate con indolenza. Darmian è la continuità, la voglia di giocare a dispetto della forza dell’avversario, bloccandolo, pressandolo e poi ripartendo di slancio.

Non è un caso che due vittorie siano arrivate grazie alla sua firma. Due volte in gol, due volte con assist di Hakimi a incrociare partendo dalla fascia destra, per due vittorie di misura. Il massimo da ottenere quando una gara è bloccata, salendo di grado per andare alla conclusione ben mirata per inquadrare la porta.

Matteo Darmian è uno dei simboli di questa stagione. Umile, senza mai una polemica, capace di quantificare al meglio tutte le occasioni avute. Antonio Conte vorrebbe tutta una squadra con questo spirito di sacrificio.

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L’esterno si era perso in Inghilterra

Darmian esulta - Getty Images
Fondamentale Matteo Darmian: due gol, due vittorie per 1-0 dell’Inter – Getty Images

La carriera di Darmian era partita dall’altra sponda dei Navigli. Cresciuto nel settore giovanile del Milan, è maturato altrove mentre i rossoneri collezionavano esterni dal minutaggio esiguo e comprati dall’estero.

La sua maturazione è avvenuta in definitiva a Torino, in una squadra che spesso valorizzava il gioco di fascia a tutta velocità. Erano i tempi della massima esposizione granata con Gian Piero Ventura, Darmian era un titolarissimo, alcune volte diventava anche un centrale a tre aggiunto. Tante soddisfazioni in granata gli valsero la Nazionale, che ha sempre onorato al meglio con l’Europeo del 2016 vissuto da protagonista nel bene e nel male.

Dopo tanto espandersi, la scelta del Manchester United sembrava anche la più logica. In Inghilterra, però, ben poche soddisfazioni, quattro stagioni dove ci sono state più ombre che luci, non era il preferito di Josè Mourinho e nemmeno degli altri tecnici.

Il ritorno in Italia è avvenuto a Parma, in un collettivo capace di farlo esprimere al meglio come esterno di una difesa a quattro. Ed è tornato in un campionato, come quello della Serie A, sempre in carenza di terzini bravi nella fase difensiva.

Naturale poi la richiesta di Antonio Conte, meglio prendere un fedelissimo che non un’altra scommessa estera. E Matteo Darmian ha ricambiato con i fatti, correndo avanti e indietro, segnando gol pesanti. Vincendo il premio dell’umiltà, qualità sempre apprezzata.