Federico Chiesa, il decisivo: lo sarà anche in Europa?

Chiesa - Getty Images
Il talento della Juve vuole ricalcare le orme del papà Enrico - Getty Images

Federico Chiesa, decisivo come papà Enrico. Nella Juventus sembrano quasi benedetti i quaranta milioni investiti per l’ala azzurra.

Nonostante la nebbia, si vede la luce. Una luce folgorante sulla fascia, che ha trovato un padrone a destra, ma anche a sinistra. La maturazione di Federico Chiesa è stata tra le poche note positive della Juventus, che ha azzeccato un acquisto necessario per il prossimo futuro.

Tanto lontano dal precedente arrivo da Firenze, quel Federico Bernardeschi che sembra stare in un limbo, ormai nemmeno viene criticato più, è lasciato in panchina senza dare supporto né al suo talento nascosto e né provare a metterlo sul mercato.

Federico Chiesa, al contrario, ha voglia sempre di campo,  di ampie falcate, di dimostrare che la maglia juventina è stata la conseguenza del suo talento. Un continuo cercarsi tra l’azzurro e i bianconeri, un arrivo rimandato di una stagione che si è poi concretizzato nel settembre scorso, soddisfacendo un po’ tutti.

La Juventus ha investito quaranta milioni ma ha in mano un talento emergente, forse spesso troppo sottovalutato dagli esterofili che strabuzzano gli occhi per Martial e altri del genere. La Fiorentina ha incassato tanti soldi, massimizzando la valorizzazione di un ragazzo del settore giovanile. Lo stesso Chiesa ha poi continuato il percorso di cresciuto, proponendosi ora anche come protagonista ai prossimi Europei itineranti.

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Un accordo voluto da tutti

Chiesa di testa - Getty Images
Quasi da solo aveva trascinato la Juventus contro il Porto: la migliore serata europea di Federico Chiesa – Getty Images

L’arrivo di Federico Chiesa alla Juventus, quindi, non ha scatenato ire funeste, anzi. Anche Firenze ha poi capito la scelta del ragazzo, pur non avendola digerita del tutto.

Dopo un periodo di ambientamento iniziale, ha preso le misure tattiche, ben districandosi in un reparto di centrocampo a volte affollato, altre volte confusionario, proponendosi come uomo in più nelle azioni offensive.

È stato decisivo più volte, a dimostrazione di come non sbaglia l’approccio nelle partite importanti. Decisivo lo è stato nella gara di Milano contro i rossoneri, una doppietta di livello grazie ai suggerimenti di Dybala e a una manovra corale.

È stato anche importante nel match di ritorno contro il Porto in Champions League, ci fossero stati altri dieci ragazzi come lui forse la Juventus avrebbe fatto senza dubbio qualcosina in più in coppa. La sana rabbia agonistica di Federico, con gli occhi del padre Enrico che vedeva la porta come pochi.

Anche contro il Napoli, l’ala bianconera ha fatto faville, servendo a Ronaldo un grande assist dopo un’azione solitaria degna dei migliori.

E contro l’Atalanta non poteva mancare un suo sigillo, il gol del 2-1 lo costruisce praticamente dal nulla. Prendendo palla, scambiando con Kulusevski e infilando il pallone sotto le gambe di Gollini.

Se ripeterà tutto questo anche in Nazionale sarà un bene per tutti. C’è bisogno di giovani italiani che entusiasmano per quanto fatto vedere in campo, non solo sui social.