Huntelaar saluta il gol: il tulipano dice basta [VIDEO]

Klaas Huntelaar - Getty Images
Al Milan solo 7 gol in 30 presenze - Getty Images

Klass Jan Huntelaar ha annunciato il suo ritiro dal calcio. A 38 gol e con una valanga di gol nel curriculum lascia l’olandese cacciatore.

Tanti applausi per Huntelaar. I gol, il curriculum e gli anni giocati ad alto livello testimoniano la bontà di uno degli attaccanti olandesi più forti di sempre. Certo, non ai livelli di Van Basten, Gullit e Van Nisterlooy, ma anche il buon cecchino cresciuto nell’Ajax si è divertito parecchio.

Non aveva il talento di Bergkamp, ma sapeva prendere un aereo al volo anche in mezzo all’area di rigore. Volando praticamente su ogni pallone, in maniera invisibile. Era l’equivalente nostrano di Pippo Inzaghi, ovvero un calciatore che tatticamente era un punto interrogativo sin quando non arrivava a guardare il portiere negli occhi. Depositando il pallone in rete nell’altro angolino.

La storia di Huntelaar è stata un crescendo di gol ed emozioni, per un classe 1983 che è stato protagonista per quasi un ventennio non è roba da poco. Cresciuto in Olanda, ha capito che la via della rete era la più breve per giungere a competere ad alti livelli. Lo ha fatto con l’Heerenven, dove ha infilato 33 reti in 46 presenze, ma soprattutto con l’Ajax.

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Una squadra-famiglia, dove il “cacciatore” è diventato un elemento letale, 76 gol in due stagioni e mezzo sono state il gran bagaglio da portare poi al Real Madrid.

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L’appannamento e il rilancio

Ajax in azione - Getty Images
Ajax in due riprese per Klaas Huntelaar – Getty Images

Quella che sembrava però l’inizio di una grande storia, si è rivelata però una mezza ciofeca. Al Real Madrid è acquistato nel dicembre del 2008, ma per un errore non è inserito in lista Champions. Con somma delusione, rimane la Liga e un bottino di 20 presenze e 8 gol, nemmeno pochi se commisuriamo i pochi mesi a disposizione.

I giorni del Condor (alias Galliani) colpiscono anche sulla tratta Madrid-Milano, l’allora ad capì che c’era una crepa e si inserì al volo. 15 milioni e tanti saluti alla Spagna, arrivando in un torneo di Serie A dove la differenza con l’Olanda non era poi così lontana.

Un infortunio, poi un adattamento non facile e i primi gol contro il Catania. Al “Cibali” una doppietta praticamente nel recupero, quando già era stato etichettato come un mezzo bidone. 25 presenze e 7 gol in Serie A e altro addio, stavolta in direzione Germania.

La prima avventura con lo Schalke 04 doveva durare il giusto, ma si esaurì dopo sette anni, con 175 presenze e 82 gol, avventure in Champions League e Bundesliga da raccontare ai nipoti.

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Il ritorno all’Ajax è ancora foriero di gol, altri 45 insaccati nelle reti avversarie in 85 presenze e ancora un ritorno allo Schalke 04. Dove fa poco, fa il giusto: due gol in nove presenze. E ora il ritiro dalle scene.