Venezia e Salernitana: stesso destino anche in Serie A?

Venezia - Getty Images
Il Venezia caso più unico che raro nella massima serie - Getty Images

Salernitana e Venezia accomunate spesso dallo stesso destino. Dalla doppia promozione all’ansia della salvezza, in vent’anni un filo comune lega le due squadre.

Se sono arrivate insieme, ma a distanza di qualche settimana, in Serie A ci sarà un motivo. Tra la Salernitana e il Venezia corre spesso un’analogia di fatti ed episodi ad accomunarli, in fondo il mondo del calcio spesso offre casualità impreviste.

Per quanto riguarda la promozione nella massima serie, sicuramente la mente va al campionato 1997-98. Il Venezia era allenato da Walter Novellino, la Salernitana da Delio Rossi e dominarono insieme il torneo, andando successivamente nella massima serie. Con la diversità che emerse però in Serie A. Il Venezia fece un girone d’andata stentato, poi prese Alvaro Recoba in prestito e – come per magia – conquistò a sorpresa una straordinaria salvezza, superando i canonici quaranta punti.

La Salernitana, invece, rimase quasi sempre in sofferenza. Rossi fu esonerato, al suo posto andò Oddo senior in una rosa che contava i vari Gattuso, Di Vaio, Di Michele. Retrocedette all’ultima giornata nella sfortunata gara di Piacenza (con una coda di cronaca nera), e il rimpianto sportivo di non essersi salvata pur avendo battuto in casa sia l’Inter che la Juventus.

Un’avventura reciproca nella massima serie che si è ripetuta, quindi, a distanza di più di vent’anni. I lagunari sono arrivati al grande treno solamente una settimana dopo lo spareggio contro il Cittadella.

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI >>> Un leader in laguna 

Quando si soffre insieme

Salernitana - Getty Images
La Salernitana torna in Serie A dopo più di vent’anni – Getty Images

A proposito di spareggio, quello playout tra i campani e i veneti fu ancor più vibrante. Lo vinsero ai rigori i giocatori della Salernitana, Serse Cosmi che allenò il Venezia protestò per un calendario illogico, tra gare spostate, squadre che perdevano punti di penalizzazioni e altro ancora. I lagunari furono ripescati dopo il fallimento del Palermo e da lì ripensarono seriamente al progetto della Serie A, così come i campani che rifecero le basi con un blocco di calciatori sicuramente più funzionale.

Soprattutto, ora Salernitana e Venezia sembrano partire dall’ultimo scalino del consenso. L’Empoli sembra già molto diverso rispetto a loro. Oltre ad aver vinto un campionato, ha una rosa che può garantire qualche solidità in più.

Per le altre due, invece, il mercato incombe. In particolare, la quota salvezza abbassata ormai ai 35 punti consente di poter prendere elementi senza spendere troppo, come è stato già nel caso dello Spezia.

La Salernitana cercherà di capire a chi affidare il futuro societario, dopo l’avventura di Lotito che dovrà necessariamente avere uno stop.

Il Venezia, invece, dovrà aggiustare un po’ la rosa, trovando elementi utili in tutti i reparti e sicuramente più esperti. Occhio al mercato scandinavo: i lagunari hanno in rosa ben otto elementi nordici, chissà che la colonia non possa arricchirsi con qualche big.