Chievo Verona, che succede? Un’estate di riflessioni

Chievo in panchina - Getty Images
Il Chievo Verona non vive un momento facile nella sua storia recente - Getty Images

Il Chievo Verona non vive il miglior momento della storia. Tra crisi mezze annunciate, difficoltà nel mercato e la sensazione di dover rifare un nuovo ciclo.

Una fase transitoria in campo, un qualcosa di molto più profondo a livello societario. Il Chievo Verona non attraversa il miglior momento della sua storia, per la terza volta di fila, in epoca moderna, dovrà affrontare il torneo di Serie B e lo dovrà fare in maniera ancora più parsimoniosa.

Nelle scorse settimane, infatti, l’annuncio sul ridimensionamento del progetto, perché le casse piangono e senza introiti non si va troppo lontani. Mancavano nell’epoca del boom, figuriamoci ora.

Per una squadra nata a dimensione di quartiere, la Serie B diventa sempre più un lusso, non è il passato a reggere i conti e stagione dopo stagione le difficoltà aumentano. Non è un caso che Alfredo Aglietti sia stato congedato: il tecnico aveva fatto un ottimo lavoro con i gialloblu, portandoli anche nei playoff (uscendo però al primo turno). Al momento del rinnovo, però, la decisione del Chievo di fare cassa più che spese sul mercato, e il mister ha dovuto prenderne atto.

Dunque, sarà un Chievo che penserà prima a far quadrare il bilancio e poi ad allestire una rosa che, comunque, ha qualche buon elemento da cui ripartire. La sensazione, comunque, è che quel Chievo Verona dei miracoli del primo Delneri non potrà più ripetersi per tanti motivi.

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Mussi volanti… un po’ meno

Chievo esulta - Getty Images
I gialloblu cosa faranno nel prossimo torneo di Serie B? Getty Images

Al “Bentegodi” il Chievo Verona dovrà pensare, dalla prossima stagione, anche a difendere la categoria. Le cessioni eccellenti potrebbero anche abbassare l’asticella, e sarebbe qualcosa da registrare dopo vent’anni di ottimi risultati.

Il Chievo Verona fu promosso in Serie A nel 2000-01, l’anno successivo conquistò la qualificazione in Coppa Uefa, qualche anno dopo (grazie all’effetto di Calciopoli) anche i preliminari di Champions League. Retrocesse in quella stessa stagione 2006-07, poi risalì e fece altri campionati nella massima serie, sino alla nuova discesa del 2018-19, quando ci fu un interregno di Giampiero Ventura ancora abbastanza inspiegabile.

Ecco, proprio da quella stagione il Chievo ha avuto una parabola discendente, la squadra era logora e stanca, praticamente la più vecchia d’Europa. È uscito qualche talentino (Zuelli su tutti), mentre altri sono stati immolati sulla via del calciomercato, come per Emanuele Vignato ceduto per pochi milioni al Bologna: in gialloblù è rimasto il 17enne Samuele, altro bel prospetto.

E, sempre restando sul fronte cessioni, il prossimo della lista sarà Semper, portiere croato che ha gli occhi della Serie A puntati addosso. Dopo due buoni stagioni in cadetteria, il portiere con ogni probabilità si congederà da Verona, previa buona offerta.

Per il presidente Luca Campedelli è tempo di stringere i denti. Sarà un momento, ma di certo il Chievo Verona dovrà essere molto più pragmatico prossimamente. Per i conti e per la categoria.