Federico Bernardeschi mistero bianconero: Europei in aiuto?

Bernardeschi primo piano - Getty Images
Un mistero in bianconero, un esterno concreto in azzurro - Getty Images

Federico Bernardeschi è il calciatore che nessun tifoso vorrebbe tenere nella rosa della Juventus. Ma che diventa quasi fondamentale in Nazionale. Paradossi di un elemento mai convincente in bianconero.

Parlare di Federico Bernardeschi ai tifosi della Juventus è come innescare automaticamente il malumore. Tranne nel caso dei più sadici (o dei più ottimisti) nessuno dei supporter bianconeri vorrebbe più in rosa Federico Bernardeschi, elemento mai maturato a Torino dopo aver fatto vedere qualcosa di interessante a Firenze.

Per molti è stato sopravvalutato, un elemento che non ha mai convinto con addosso la maglia bianconera fino in fondo. Ha alternato qualche buona gara e poi forse si è adagiato: contro l’Atletico Madrid in Champions League fu decisivo, insieme a Spinazzola, Emre Can e ovviamente Cristiano Ronaldo, tutti allenati da Massimiliano Allegri. Che ritroverà sulla panchina della Juventus, e non a caso le dichiarazioni dopo il match contro la nazionale di San Marino di qualche settimana fa sono state eloquenti.

Bernardeschi aspetta il ritorno del tecnico: «Spero di godermi ancora mister Allegri», facendo intendere come con il mister livornese ci sia stata la maggior alchimia sul campo.

Non di certo con Maurizio Sarri, che lo ha provato – anche con molta pazienza – in numerosi ruoli, rinfacciandogli anche un dato di fatto: nella Juventus non aveva (non ha) mai trovato una collocazione tattica.

La frecciata a Pirlo da risparmiare

Bernardeschi maglia rosa - Getty Images
Federico Bernardeschi in maglia rosa – Getty Images

Ciò che non è andato giù ai tifosi bianconeri è stata la frecciata ad Andrea Pirlo, un modo per Bernardeschi di difendersi ma allo stesso tempo di alzare il livello del nervosismo. Dichiarazione arrivata proprio nella giornata dell’addio al tecnico, che non avrà vinto lo scudetto ma ha lasciato il ricordo di un professionista.

Che poteva far ben poco in più, anche per via di calciatori come Bernardeschi rimasti sempre con l’alibi pronto: «Qua mi fanno rischiare la giocata» è una frase detta dopo una gara contro il San Marino, mica dopo una finale continentale.

Che Roberto Mancini lo abbia saputo valorizzare questo è ovvio, ma appare ingeneroso da parte di Bernardeschi attaccare Pirlo: se un elemento offensivo non segna mai, non fa gioco e mette poco impegno, cosa può mai fare un tecnico?

Emblematici alcuni gesti, dal pallone scagliato all’indietro a Crotone perché incapace di saper fare alzare la squadra, alle volte in cui è incespicato con il pallone (a Verona nei pressi del calcio d’angolo). Federico Bernardeschi per i tifosi è un ospite indesiderato, da sopportare a tutti i costi in quanto nemmeno ha mercato.

Se il ritorno di Allegri darà benefici, allora i tifosi saranno anche pronti a fare un pellegrinaggio per riconoscere doti divinatorie al tecnico livornese. Forse si esagera, chissà. Con l’Italia ha esordito anche agli europei contro la Turchia: e se fosse lui una mossa a sorpresa per il futuro azzurro?