Giovanni Stroppa e il Monza: un profeta in patria per Galliani

Giovanni Stroppa ha una sfida estrema con il Monza: dimostrare di essere un profeta in patria e di entrare nella storia.

La missione di Giovanni Stroppa a Monza appare senza dubbio molto intrigante. Portare in Serie A il club brianzolo è l’unico obiettivo per la prossima stagione, senza passare dai playoff e con una promozione diretta. La prima stagione di Serie B è stata “didattica”: il nome, soprattutto se ha dato tanto in passato, difficilmente renderà nei cadetti. Un torneo dove bisogna correre e sgomitare, non certo adatto per gente che ha passato più tempo sulle copertine dei giornali che non in campo.

Così, salutato Cristian Brocchi, il Monza si è affidato a Giovanni Stroppa, che ha ricevuto un unico comandamento dal duo formato da Galliani e Berlusconi: la promozione a tutti i costi. Il tecnico ci metterà del suo, porterà idee più concrete e una maggiore flessibilità nel gioco offensivo, mentre per quanto riguarda il movimento difensivo ci saranno conferme e più tenuta stabile.

Il tecnico preferisce giocare con una difesa schierata a tre: è stato rinnovato il prestito di De Gregorio, Pirola dovrebbe rimanere ancora per un anno, Paletta e Bellusci saranno i perni da confermare. Servirà però qualche altro elemento soprattutto sulle zone laterali.

Obiettivo vittoria più che il bel gioco

Adriano Galliani - Getty Images
Galliani vorrà la promozione del Monza – Getty Images

In effetti, il Monza ha fretta di salire in Serie A. Chiamando Giovanni Stroppa ha trovato un tecnico che comunque conosce bene la serie cadetta, torneo sempre insidioso. Due stagioni fa raggiunse la promozione con il Crotone, portando ai massimi livelli la squadra calabrese in un cammino regolare, che poi non si è ripetuto in Serie A.

Un po’ per la rosa non troppo eccellente, un po’ anche per la testardaggine del tecnico, che ha insistito su uomini non troppo funzionali ai ritmi della massima serie.

A Monza troverà, invece, grande disponibilità sul mercato, forse troppa. Soprattutto lì davanti dove sembra accadere un’altra mezza rivoluzione. Ci sarà l’addio di Boateng, quello di Balotelli (ripresosi nel finale di stagione) ma anche quello di Diaw, che aveva segnato dieci gol con il Pordenone e solo uno – inutile – contro il Cosenza da gennaio in poi.

Da capire anche le intenzioni su Maric e Gtkjaer, arrivati come cannonieri dei campionati esteri ma forse non troppo funzionali per la cadetteria.

Mancherà inoltre una luce in mezzo al campo già dal ritiro: Frattesi tornerà al Sassuolo per fine prestito, serve comprare subito un regista per dettare i ritmi alla squadra. Non è un caso che ci sia un interesse per Benali, già avuto da Stroppa a Crotone ma elemento non troppo irreprensibile da un punto di vista fisico.

Sensazioni e trattative proseguiranno, se il tecnico sarà profeta in patria lo vedremo dal prossimo autunno.