Brasile, arriva l’accusa di omofobia: tutta colpa…di un numero

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Neymar, leader del Brasile (Getty Images)

Bufera sul Brasile, che dovrà ufficialmente rispondere di una accusa pesante: il giudice di Rio de Janeiro vuole vederci chiaro. 

Non c’è pace per la Copa America, che fra mille difficoltà va avanti e cerca un vincitore. Dopo il caos tamponi, i contagi e il cambio di sede sponsorizzato da Bolsonaro, arriva la pesante accusa per il Brasile. É bufera infatti attorno ai verdeoro, che hanno incassato una denuncia molto particolare. Non tanto per i motivi, ma per una scelta legata ai numeri di maglia. Ciò che sembrava solo una polemica, si è trasformato in una vera e propria richiesta di spiegazioni alla Federazione.

Il giudice di Rio de Janeiro ha infatti chiesto lumi in merito alla scelta dei calciatori del Brasile, che non rispondono all’accusa via social ma dovranno farlo ufficialmente entro 48 ore. In patria infatti insinuano che la squadra, impegnata fra poco contro il Cile, abbia avuto atteggiamenti omofobi, o comunque contro i diritti della comunità LGBT. E Ricardo Cyfer, giudice di Rio, pretende risposte immediate.

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Brasile, arriva l’accusa dalla comunità LGBT: cosa è accaduto

Neymar
Brasile nella bufera in Copa America: l’accusa alla Selecao (Getty Images)

Tutto è legato ai numeri di maglia. Strano ma vero. L’associazione per la difesa dei diritti della comunità LGBT, ha infatti notato una strana mancanza. I calciatori di Tite non hanno scelto infatti la casacca con il numero 24, che è spesso associato alla comunità omosessuale in Brasile. Sono proprio 24 infatti i calciatori selezionati per prendere parte alla Copa America, ma ciò nonostante, Douglas Luiz, centrocampista dell’Aston Villa, ha deciso di prendere la 25.

Questa “mancanza” avrebbe mandato su tutte le furie l’associazione, che ha rimesso tutto nelle mani di un giudice. E alla Federazione è arrivata una richiesta per motivare la decisione. La Copa America non trova pace, e intanto il Brasile tenta il rush finale per regalare una gioia ai tifosi, e magari placare le polemiche in una fase in cui la nazione è già sconvolta dagli effetti devastanti del Covid.