Centrocampo della Roma: ora tocca l’esame lusitano

Gruppo Roma - Getty Images
I giallorossi entrano...nel casting di Josè Mourinho - Getty Images

Il centrocampo della Roma è analizzato ai raggi x da Josè Mourinho. Dei tanti centrali, chi sarà utile lì in mezzo per il tecnico portoghese?

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I giallorossi entrano…nel casting di Josè Mourinho – Getty Images

La selezione romanista sta già prendendo piede. Perché Josè Mourinho sta valutando, minuto per minuto, le potenzialità di tutta la rosa a disposizione. Chiaramente il punto nevralgico è il centrocampo, che spesso nel corso della scorsa stagione è stato preso di mira. Nonostante dei buoni talenti, la Roma ha spesso sofferto in mezzo, un po’ per indolenza, un po’ perché il centrocampo non era tatticamente adeguato alle esigenze nei big match.

La rifondazione romanista partirà e ripartirà da una seria analisi della rosa. Intoccabile chiaramente è Lorenzo Pellegrini, che con rammarico ha saltato questa edizione degli europei. Al capitano toccherà onori e oneri di guidare in mezzo al campo la Roma, sia in linea mediana nonché avanzando di qualche metro. La versatilità è un punto forte, può giocare al centro così come anche da terza punta o esterno.

Versatilità apprezzata così come quella di Jordan Veretout. Un metronomo forse fin troppo sottovalutato, se gira lui… gira tutta la Roma. Il centrocampo nel francese ha un faro del gioco, nonché un ottimo rigorista: di questi tempi è già qualcosa.

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L’armata giallorossa dei giovani

Rigore Veretout - Getty Images
Nel centrocampo della Roma un punto fermo è Veretout – Getty Images

Chiaramente sono e saranno i giovani un altro punto cardine del centrocampo della Roma. Il ricambio generazionale è arrivato, così come qualche ragazzo è stato comprato al punto giusto. Come Gonzalo Villar, elemento multitasking che ha ben presto scalato le gerarchie. È un elemento che sarà utile nel corso della stagione, pur non partendo da titolare fisso nelle intenzioni del tecnico portoghese.

Curiosità anche per due talenti promossi dal settore giovanile e già visti, in primavera, nella rosa della prima squadra. Darboe e Zalenski sono il futuro giallorosso, il primo gioca più arretrato, il secondo è un trequartista.

Devono avere ancora qualche infarinatura tattica più mirata. Ma si può decisamente lavorare su di loro, l’età e la voglia di apprendere è un elemento fondamentale per una carriera importante all’Olimpico.

E non dimentichiamo Bryan Cristante, spesso utilizzato da Paulo Fonseca come centrale di difesa. Per Mourinho sarà invece il centrocampista che si adatterà meglio al contesto della partita, una sorta di collante tra le linee. Un po’ come fu quel Thiago Motta del triplete, ma senza eccessivi compiti di costruzione.

Poi ecco le note dolenti: Pastore e Diawara. L’argentino è ormai ai margini del progetto, il suo ingaggio lo penalizza più delle rarissime apparizioni in campo. Diawara ha spesso conquistato l’oscar della sfortuna, ma non sembra pienamente apprezzato dall’ambiente.

Senza dimenticare poi un armeno che avrebbe (condizionale d’obbligo) chiarito con Josè Mourinho. Se pace è stata, Mhikitaryan sarà un elemento pregante della mediana.