Singo più Ansaldi: il Torino riparte dalle uniche certezze

Singo del Torino - Getty Images
Uno sprint del giovanissimo Singo, promettente laterale del Torino - Getty Images

Il Torino ripartirà sulle fasce da Singo e Ansaldi. Praticamente da due calciatori con generazioni diverse e storie di campo particolari.

Singo del Torino - Getty Images
Uno sprint del giovanissimo Singo, promettente laterale del Torino – Getty Images

La ripartenza dei granata di Ivan Juric passerà attraverso il gioco sulle fasce. Già a Verona i precetti delle zone laterali furono un punto di forza, tra Faraoni intoccabile a destra, e la dorsale tra Dimarco e Lazovic sul lato sinistro.

Le fasce del Torino, invece, dovranno essere ben riviste, solo due i calciatori sicuri della titolarità. Singo e Cristian Ansaldi saranno i capisaldi del gioco granata, a far da collante tra la difesa e il centrocampo. In attesa di capire se Vojvoda e Rodriguez saranno considerati validi dal tecnico, l’ivoriano e l’argentino sanno di giocarsi molto sulle fasce.

Il Torino si fida di questi due elementi, uno giovanissimo, l’altro tra i più esperti del nostro campionato. In particolar modo è Singo l’uomo con più attenzioni, perché già il mercato preme e l’ivoriano è uno dei pochi ad essersi salvati nei granata. Giocatore di grande spinta e buona corsa, ha un curioso record: è praticamente l’uomo con più…pali. Nel rapporto tra i tiri in porta e i legni, il calciatore granata non è stato fortunatissimo, ha colpito ben quattro tra pali e traverse a vario titolo.

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Ansaldi del Torino - Getty Images
Ansaldi è il giocatore con più esperienza nella difesa granata – Getty Images

Per Singo, inoltre, la preparazione in granata partirà un po’ in ritardo. È tra i convocati per Tokyo 2020, la sua Costa d’Avorio lo porta nella rassegna iridata insieme a Franck Kessié. Levandolo per un po’ di tempo da Torino e dalle fasce, dove Ivan Juric sta già preparando le sue armi di riscatto.

Che coinvolgeranno Cristian Ansaldi, argentino che grazie alla fede e alle buone prestazioni è rimasto a Torino senza problemi. L’argentino era arrivato in Serie A nel 2015, portato dal Genoa di Preziosi per un calcio semplice e senza fronzoli.

Un’esperienza all’Inter e poi la dedizione alla causa granata. Diventando un punto di forza silenzioso ma efficace, quasi un emulo di Javier Zanetti, non a caso il suo idolo. Un calciatore di forte carattere, una volta sceso in campo, perché sulle fasce bisogna sempre correre e non dare nulla per scontato.

Da capire quanto reggerà la sua tenuta fisica, trentotto gare su trentotto non le regge più nemmeno un giovanissimo. Ma ne giocherà quante più possibili, perché è un calciatore polivalente sulle fasce, a destra o sinistra dà il suo apporto.

Oppure giocherà da terzo centrale, non è da escludere questa variabile. Se uscirà un altro… Singo, allora l’argentino arretrerà avendo i compiti simili a quelli di Dimarco nella seconda parte di stagione con il Verona. Per ora Juric lavora a testa bassa, ben sapendo che almeno due punti fermi sono sicuri.