La moda dell’Est, un successo per la Serie A (VIDEO)

La moda dell’Est tiene sempre banco in Serie A. Che spesso trova tanti elementi a poco prezzo, riuscendo ad avere risultati sportivi e salvare i bilanci.

Hauge e Damsgaard - Getty Images
Talenti in mostra per Milan e Sampdoria – Getty Images

Il campionato di Serie A segue con buona frequenza la moda dell’Est. Ed è una tendenza anche apprezzabile, perché sia le grandi che le piccole squadre possono approfittare di calciatori utili e funzionali. In effetti, vien da chiedersi il livello dello scouting dove possa arrivare e come mai sono spesso le piccole compagini a trovare i talenti del domani. Se le big stentano a trovare i nuovi campioni in fase embrionale, forse c’è qualcosa da rivedere nei capi degli osservatori, e nei tanti che guardano le partite in giro per il mondo.

Andare sul sicuro è spesso l’unica soluzione, con la moda dell’Est a a garantire sempre buoni risultati per la Serie A. L’esempio che può balzare all’occhio è quello di Damsgaard. Pagato sei milioni dalla Sampdoria e fatto maturare al punto giusto da Claudio Ranieri, che sarà forse sempre più un rimpianto del nostro campionato tra qualche mese.

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Giocava largo a destra oppure a sinistra nel 4-4-2, ha acquisito nozioni tattiche importanti poi rivelate e decisive agli europei. Con in aggiunta anche la capacità di incidere, il gol capolavoro contro l’Inghilterra non nasce in maniera sporadica, anzi.

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Talenti a basso costo

Glik al Benevento - Getty Images
Un classico della moda dell’Est, il centrale Glik in procinto di passare all’Udinese – Getty Images

Spesso la Serie A punta sul vento e sulla moda dell’Est per ripianare i bilanci. Il caso di Piatek qualche stagione fa fu esemplare. Il Genoa lo compra nel luglio 2018 per cinque milioni, il polacco segna quattro gol all’esordio in Coppa Italia e poi in ogni modo in campionato fino a dicembre. Al mercato invernale il Milan investe 40 milioni per il cambio di casacca. Se non è questa una grande occasione…

Di casi simili ce ne sono anche spulciando le casistiche del calciomercato, proprio il Milan a pochi soldi ha avuto il leader proveniente dal freddo. Quel Simon Kjaer che molti ora vorrebbero capitano rossonero, per aver tenuto i nervi saldi sul caso Eriksen. Che dall’altra parte di Milano arrivò per venti milioni e si stava adattando ai ritmi della Serie A, ma l’importante è vederlo in piedi e felice.

Curiosamente nella massima serie c’è una squadra con una grande base scandinava. È il Venezia neopromosso, che già in Serie B aveva fatto incetta nei paesi freddi per comprare calciatori funzionali. L’ultimo acquisto fu Maenpaa, un portiere svincolato che divenne decisivo nei playoff. Senza dimenticare anche tanti giovani – magari un po’ acerbini – ma ricchi di miglioramenti come Jonhsen.

Sicuramente un altro esercito… biondo arriverà in Italia nelle prossime settimane. A poco prezzo, professionisti e senza grosse pretese: chi può sperare di meglio per il prossimo futuro?