Kapustka, incredibile sfortuna: segna in Champions, esulta e va ko – VIDEO

Infortunio incredibile per Kapustka, centrocampista del Legia Varsavia: esulta e va ko, ma non è la prima volta.

Kapustka Legia
Kapustka, centrocampista del Legia (fonte foto GettyImages)

Segnare in Champions League è poi andare ko? Fatto. L’incredibile sfortuna è accaduta a Bartosz Kapustka, che ha già vinto il premio per l’infortunio più curioso dell’anno. Centrocampista talentuoso in forza al Legia Varsavia, il polacco ha già iniziato la propria stagione agonistica nella competizione più importante d’Europa, la Champions League.

Davanti al pubblico il calciatore è riuscito a mettere a segno un importante gol nel preliminare contro il Flora Tallinn, squadra estone. Tale la gioia incontenibile da portarlo a esultare in maniera piuttosto vivace, con un salto che gli è costato fin troppo caro. Le immagini parlano da sole.

Un salto quello del talentuoso calciatore classe 1995 che gli è costato uno stop lunghissimo. Kapustka si è infatti rotto il crociato e adesso si teme un periodo di riposo che potrebbe durare anche 9 mesi. In pratica, stagione finita, o quasi. Una sfortuna clamorosa, anche se a fargli compagnia c’è una lunga fila di calciatori, alcuni anche italiani o protagonisti nel nostro calcio.

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Esultanza con infortunio: gli altri casi più celebri

Mauri infortunio
Stefano Mauri (fonte foto GettyImages)

Una situaizone del genere capitò non molti anni fa a Stefano Mauri, ex capitano della Lazio. Era la stagione 2012/13 e il centrocampista, dopo una rete peraltro non sua ma del compagno di squadra Sergio Floccari, nella foga di recuperare il pallone rotolato fuori dalla porta scivolò sulla caviglia rompendosela.

Caso clamoroso anche quello di un altro grande ex laziale, Antonio Candreva. L’esterno nella stagione 2014/15 giocava proprio nella Capitale. In un match tiratissimo contro il Palermo di Dybala, a dieci minuti dalla fine scagliò un tiro dalla distanza nel sette, battendo un incolpevole Sorrentino. Preso dall’entusiasmo, scivolò esultando sotto la Nord, sbatté il ginocchio sulla rete metallica e abbandonò zoppicando il terreno di gioco.

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Altro caso eclatante fu quello dell’attaccante argentino Martin Palermo. Nella stagione 2001/02, con la maglia del Villarreal, dopo una rete contro il Levante corse sotto la curva, ma venne travolto dai tifosi, che per la troppa foga fecero cadere il parapetto. Il risultato? Frattura di tibia e perone e stagione finita con largo anticipo.

Infine, non si può dimenticare il caso forse più triste di tutti, quello di un calciatore diventato famoso quasi solamente per questo infortunio. Stiamo parlando del centrocampista svizzero Paulo Diogo. Nella stagione 2004/05, con la maglia del Servette, fu determinante con un assist per il gol del compagno Beausejour. Nella foga di esultare si arrampicò sulla rete metallica che separava calciatori e tifosi. Ma la fedenuziale si incastrò nelle maglie della rete, e nella sua discesa finì per lasciare appese due falangi dell’anulare. Purtroppo i medici non riusciriono a ricostruire il dito, che dovette essere amputato del tutto quella stessa sera.