Il primo scudetto non si scorda mai… vero Maurizio Sarri?

L’unico scudetto di Sarri arrivò il 26 luglio 2020. Fu festeggiato da pochi e fu l’ultimo per la Juventus.

Sarri in campo - Getty Images
Un anno fa il mister vinceva lo scudetto con la Juventus – Getty Images

Maurizio Sarri ha vinto un solo scudetto e – probabilmente – è stato il meno festeggiato della storia del campionato italiano. Il primo scudetto della storia post covid, con squadre che avevano ripreso il loro cammino dopo i mesi più difficili trascorsi dal dopoguerra, in un campionato da chiudere necessariamente. Un torneo vinto dalla Juventus, non senza qualche difficoltà perché il ciclo stava finendo e, ancora oggi, è difficile trovare il bandolo della matassa.

Lo scudetto del 2020 fu il primo e l’unico targato da Maurizio Sarri. Un allenatore mai amato a Torino per i suoi modi, chiamato in sella alla Juventus per dare un gioco europeo ma quella rosa non era adatta alle esigenze del mister. Che lo fece capire sin da subito, anche con atteggiamenti passati subito all’occhio della critica.

L’aver sostituito Cristiano Ronaldo (contro il Milan) e considerarlo come tutti gli altri lo portò già a essere inviso da una parte della tifoseria. Che non gli perdonò proprio nulla, nemmeno sull’abbigliamento: quella maglia in tessuto riciclabile era diventata il suo simbolo in panchina.

Così, l’ultimo scudetto juventino ha la firma di Sarri, ma non il festeggiamento adeguato, come ha ammesso lo stesso tecnico qualche settimana fa.

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Un titolo anche sofferto

Sarri e olimpia - Getty Images
Maurizio Sarri con l’aquila Olimpia nel ritiro laziale – Getty Images

Nell’era post covid, la Juventus era tallonato da se stessa, più che dalle avversarie. La Lazio non mantenne il ritmo dei tempi invernali, l’Inter aveva ancora qualche ruggine mentale da superare. Alla fine del torneo la Juventus chiude davanti a quota 83, un punto solo sull’Inter e per gli almanacchi era già un segnale.

Lo scudetto fu raggiunto matematicamente il 26 luglio 2020, arrivando alla gara con la Sampdoria dopo la sconfitta a Udine che già aveva creato malumori e insicurezze. Poca roba, comunque, la Samp vista a Torino, battuta con un gol di Ronaldo nel recupero del primo tempo e la rete nella ripresa per Bernardeschi.

Lo stesso Ronaldo sbagliò un rigore prima dei festeggiamenti soft, ma la testa forse era alla Champions League, che sarebbe stata la mannaia definitiva di quella stagione. Mancata la rimonta contro il Lione, Sarri parlò di una squadra inallenabile, in quanto aveva un Paulo Dybala a mezzo servizio e si giocò un ottavo di Champions con il primavera Matteo Olivieri (ora al Lecce).

Non aveva tutti i torti, la dirigenza juventina non diede proprio il massimo sul mercato, investendo erroneamente su calciatori presi solo per fare massa. E lasciando il via libera a Mario Mandzukic e a Emre Can, un rimpianto considerando la polivalenza del centrocampista tedesco.

A un anno di distanza tutto questo è ancor più amplificato. In attesa di Lazio-Juventus…