Mario Gotze è sereno: una nuova vita lo riaccende

Mario Gotze ha una seconda vita al Psv Eindhoven. A quasi 30 anni può costruire una carriera senza più ansie da prestazione.

Mario Gotze - Getty Images
Mario Gotze al Psv Eindhoven è rinato in campo – Getty Images

Il tedesco Mario Gotze sembra essere ora finalmente felice e sereno. Gli ultimi anni della carriera per il tedesco non sono stati dei più facili, la diagnosi di una particolare malattia e la voglia di ritirarsi stavano prendendo il sopravvento. È uno dei talenti più interessanti lanciati dalla Germania negli ultimi anni, che trovò la sua punta massima nel gol mondiale del 2014.

Germania-Argentina non era solo un remake degli anni 90, bensì la consapevolezza per i teutonici di tornare sul tetto del mondo con una rosa di grande prospettiva. E Mario Gotze, partito dalla panchina in quella finale, sapeva di poter lasciare un segno. Lo fece nel migliore dei modi contro Messi e compagni: subentrato di slancio, si fiondò su un pallone in area e trafisse l’estremo difensore sudamericano. Bastò un lampo nei supplementari per far gioire una nazione intera e anche per immaginare una carriera diversa.

Quello fu una sorta di canto del cigno, e fu abbastanza importante. All’epoca aveva 22 anni e una prospettiva interessante davanti, che poi non fu mantenuta nel corso del tempo.

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La malattia e la voglia di andare avanti

Mario Gotze sorride - Getty Images
Il sorriso di un calciatore finalmente ritrovato – Getty Images

Quel che colpì il mondo intero fu la diagnosi di una malattia particolare: la miopatia metabolica. Mario Gotze, infatti, aveva un disturbo di metabolismo energetico che impediva di bruciare i grassi correttamente, causando quindi una mancanza di forza nei muscoli.

Malattia subdola che influì sulla carriera e sul morale del tedesco, che nel 2017 si vide praticamente crollare il mondo addosso. Era stato sul tetto del mondo ed era tenuto in grande considerazione, aveva esordito con il Borussia Dortmund e ben presto divenne uno dei migliori talenti in Germania.

Tanto da trasferirsi al Bayern Monaco per 35 milioni nel 2013, un passaggio quasi di lesa maestà ma necessario per la carriera del trequartista. Che aveva trovato in Pep Guardiola un grande estimatore, tanto che spesso lo collocava come falso nueve, riconoscendogli un’importanza tattica fondamentale.

Dopo il gol mondiale però è arrivato pian pianino un declino, neanche il ritorno al Borussia sembrava poterlo riaccendere sino al scoprire della patologia. Con i tedeschi, poi, è arrivata la mancata prosecuzione del contratto nel 2019, il Psv Eindhoven gli ha dato tempo e fiducia. Nella scorsa annata 18 partite in campionato e 5 gol, in questa parte estiva di gare una specie di rinascita vista anche nei preliminari di Champions League.

Mario Gotze ha ritrovato il sorriso, la voglia di fare bene e la capacità di essere decisivo. In Olanda senza pressioni, ma con la consapevolezza di aver già fatto vedere cose strabilianti.