Luciano Spalletti teme il Venezia: il passato non lo aiuta

Luciano Spalletti incontra nuovamente il Venezia sulla sua strada. Praticamente una sfida quasi inedita per lui e per il Napoli.

Spalletti e Nanami - Getty Images
Luciano Spalletti al Venezia colloquia col giapponese Nanami – Getty Images

Gli incroci di calendario mettono sempre qualche sorpresa in mezza. Sicuramente Luciano Spalletti non si aspettava subito di incrociare il Venezia, una delle tappe meno fortunate della carriera del tecnico di Certaldo. E per le statistiche, da avversario deve affrontarla addirittura dal 1999, quando allenava la Sampdoria e andò in Serie B con i liguri. Per il Napoli, addirittura, nella massima serie il confronto manca dagli anni Sessanta circa. A fine anni Novanta, infatti, il loro percorso non si incrociò mai in Serie A: quando i lagunari erano in massima serie, il Napoli era in B. Nella stagione 2000-01 accadde il contrario, così l’ultimo incontro di campionato ufficiale è del 2004, anno in cui il Napoli poi dichiarò il suo fallimento.

Proprio per questo, è una gara che anche per scaramanzia ha un suo perché. In particolar modo Luciano Spalletti sta preparando questo esordio con la massima cura, proprio per non incappare subito in piccoli scherzi del destino.

Il Venezia, dal canto suo, è una sorta di curioso laboratorio, composto da tanti stranieri sconosciuti ai più e da un tecnico emergente come Paolo Zanetti.

Zamparini collezionò anche il tecnico di Certaldo

Luciano Spalletti a Venezia - Getty Images
Luciano Spalletti allenò il Venezia a tratti nella stagione 1999-2000 Getty Images

Alla lunghissima sfilza di allenatori passati sotto le presidenze di Maurizio Zamparini, c’è anche l’attuale tecnico del Napoli. All’epoca il Venezia si era separato da Walter Novellino che aveva firmato… proprio per il Napoli. Così il presidente friulano si affidò all’ex doriano, che aveva una squadra nettamente diversa dal suo predecessore.

Mancava Alvaro Recoba, tornato all’Inter dopo un buon prestito, e anche la costruzione del mercato non fu eccezionale. Fu preso Micheal Konsel in porta al posto di Massimo Taibi, Bruno Petkovic doveva essere l’asso lì davanti mentre Hiroshi Nanami il giapponese “raccomandato” da Totò Schillaci, al fianco di Beppe Iachini come mediano di corsa.

I risultati non furono eccezionali, i caratteri veraci di Spalletti e Zamparini furono già noti. La vittoria contro l’Inter non calmò il presidente, che lo esonerò dopo cinque punti in otto gare. Con un Venezia così cambiato andò Beppe Materazzi in panchina (che si guadagnò anche la figurina quell’anno), ma le cose non migliorarono. A dicembre fu richiamato il tecnico toscano, che conquistò anche una vittoria interna nella prima gara del 2000 contro i futuri campioni d’Italia della Lazio.

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Non bastò nemmeno stavolta, perché dieci punti in nove gare non erano sufficienti, così fu per la seconda volta in favore di Giancarlo Oddo. Ricordi che lasciano una piega, la carriera di Spalletti proseguì in altro modo a Udine, mentre Zamparini continuò a collezionare allenatori, spostandosi a Palermo.