Che fine ha fatto Ravel Morrison? L’ex Lazio è una trottola

Ravel Morrison è ormai un giramondo senza pace. Con record pochi lusinghieri in campo e un’esperienza in campo italiano non proprio eccezionale.

Ravel Morrison - Getty Images
Ravel Morrison alla Lazio combinò ben poco – Getty Images

Voleva essere Paul Gascoigne, ma del numero 8 inglese non ne ha avuto né il talento e nemmeno la sfrontatezza. Tutto sommato, nemmeno si è fatto riconoscere per quei colpi di genio al limite del schizofrenico nell’affrontare gli arbitri. Ravel Morrison è stato un’abbozzata in tutto, con qualche comparsata dalle nostre parti, più sulle figurine Panini che non in campo, paradossalmente. Un ricordo subito cancellato dai tifosi della Lazio, che quando lo videro in campo si misero praticamente le mani nei capelli.

In due stagioni di tesseramento principale con il club biancoceleste (dal 2015 al 2017, nel 2019 pesava solo sul bilancio) solo otto le presenze del centrocampista inglese, che era arrivato a parametro zero dopo un lungo girovagare nei campi inglese, dove l’erba era più bella della nostra.

Non portava benissimo Ravel Morrison, era anche sfortunato. Nel primo match d’esordio entrò già a gara compromessa contro la Juventus in Supercoppa italiana. In Europa entrò in campo quando la Lazio le stava buscando pesantemente dal Bayer Leverkusen. E in campionato addirittura andò peggio, il suo esordio in Serie A è da legare a un Chievo-Lazio 4-0, il peggior risultato di sempre dei biancocelesti a Verona.

Gira il mondo senza costrutto

Menez e Morrison - Getty Images
Morrison in Messico qualche anno fa ha sfidato Jeremy Menez – Getty Images

In effetti, Ravel Morrison non ha avuto una grande fortuna. Ha giocato quattro gare in Serie A e altre quattro nelle coppe. Mai uno spunto, mai un attimo di felicità per i tifosi della Lazio, è stato uno degli acquisti meno riusciti di sempre nella gestione di Claudio Lotito.

Nessuno lo ricorda dalle parti di Formello, tanto era l’importanza avuta proprio nel progetto del centrocampista. Che prima di approdare in Italia aveva fatto vedere qualcosina, prima al West Ham e poi nelle sue avventure stagionali con il Birmingham, il Qpr e il Cardiff. Non era un titolarissimo, ma comunque quando aveva voglia di giocare qualcosa la combinava pure in campo.

L’acquisto della Lazio fu inatteso, a costo zero si credeva di aver fatto un colpo ma invece fu anche difficile liberarsi definitivamente del cartellino dell’inglese. Che fu mandato poi in prestito in Messico all’Atlas, tanto era la voglia di toglierlo dai cancelli di Formello. Dal Messico in poi… solo nuvole più che schiarite. Praticamente dal 2015 in poi ha giocato qualcosa come cinquanta gare sostanzialmente tra i campionati e le coppe, dando pillole di minutaggio anche in Sheffield, Middlesbrough e Ado, ultima sua squadra in Olanda.

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Per Ravel Morrison ora una nuova avventura al Derby Country. Classe 1993, dovrà decidere cosa fare da grande. Se prendere il pallone e dimostrare qualcosa in campo, oppure vivacchiare e accumulare stipendi. Che fanno comunque la felicità a questi livelli.