Champions League asiatica, perché la finale sarà speciale

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La Champions asiatica è giunta ai titoli di coda: Persepolis e Ulsan Hyundai giocheranno la finale e riabbracceranno il proprio pubblico. 

Iran-Corea del Sud. Tehran-Ulsan. Più semplicemente, Persepolis contro Ulsan Hyundai. Sarà questo l’ultimo atto della Champions League asiatica. Ovviamente, come ogni competizione sportiva, quest’anno il torneo è stato sospeso a causa della pandemia. La squadra iraniana si è qualificata alla finale il 3 ottobre, mentre la sua avversaria coreana ha sconfitto solo pochi giorni fa il club di Iniesta, il Vissel Kobe.

Ulsan Hyundai (GettyImages)

Dagli ottavi di finale in poi, le gare di Champions si sono giocate tutte in Qatar, sede del prossimo mondiale per club. Naturalmente, si giocherà lì anche l’ultima partita del torneo. La sede della finale sarà l‘Al-Wakrah Stadium, progettato dalla famosa architetto Zaha Hadid. Ovviamente, questo stadio sarà uno dei principali campi della Coppa del Mondo in programma il 2022.

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Finale Champions asiatica, Persepolis-Ulsan Hyundai: porte aperte ai tifosi

Persepolis (GettyImages)

La Champions asiatica, a differenza di quella Europea, divide la fase a gironi e quella ad eliminazione diretta in base alle regioni: Est ed Ovest. Molto simile a ciò che accade in NBA, ossia in finale non sarà possibile avere due squadre della stessa “conference”, bensì una di Est e una di Ovest. Dunque, Persepolis e Ulsan Hyundai si affronteranno per alzare la coppa più ambita del continente e per conquistare un posto al mondiale per club.

La favorita alla vittoria finale sembra essere la compagine coreana, ancora imbattuta nel torneo. Inoltre, può contare su un ottimo reparto offensivo: 21 gol in 9 partite. Dall’altra parte, Persepolis è tra le squadre più importanti del proprio Paese, ma non è ancora riuscita ad alzare la Champions, cosa invece già riuscita nel 2012 all’Ulsan Hyundai. Il confronto di domani, alle ore 13 in Italia, sarà aperto ad un numero limitato di persone (circa il 30% dell’impianto) che potranno finalmente tornare allo stadio: è la prima volta dalla sospensione del torneo da quando è scoppiata la pandemia.