Europeo, dietrofront Cts: niente apertura stadi. Le ultime

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Stadio Olimpico di Roma per il Cts non può al momento aprire le porte ai tifosi nell'Europeo (Getty Images)

L’Europeo in Italia è a rischio: il Cts boccia al momento l’apertura degli stadi e la Uefa incalza.

Il Cts boccia l’apertura degli stadi, e l’Italia rischia di perdere la gara inaugurale all’Europeo. L’11 giugno a Roma gli azzurri apriranno la manifestazione contro la Turchia, e il governo ha dato l’ok alla Federazione per discutere un tema molto caldo. C’è stata un’apertura ieri, ma la palla inevitabilmente è passata al Comitato tecnico scientifico, che al momento ha bocciato qualsiasi tipo di apertura degli impianti.

Si attendeva quindi un via libera del Cts che non è arrivato, e che potrebbe creare problemi dopo le dichiarazioni di Ceferin. Il presidente della Uefa, alcuni mesi fa, ha invitato le nazioni ospitanti a mettersi in regola aprendo gli impianti al pubblico. La pena è l’esclusione delle città che ospiteranno un Europeo itinerante, e proprio per questo le notizie in arrivo dal Cts preoccupano e non poco.

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Europeo, il Cts boccia le aperture: le motivazioni

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La Uefa valuterà le indicazioni in arrivo dall’Italia: senza ok dal Cts l’Europeo è a rischio (Getty Images)

La notizia arriva dalla Gazzetta dello Sport, che svela una prima relazione del Cts in merito all’Europeo. Secondo fonti raccolte dalla rosea, gli esperti del comitato hanno già dato un primo responso, tutt’altro che incoraggiante. Il Cts non riterrebbe ad oggi possibile, visto il quadro epidemiologico, permettere la presenza dei tifosi a seguire l’Europeo a giugno. Una notizia che preoccupa, perché dopo l’ok incassato dal governo, Gravina ha rimandato la scelta agli esperti, sottolineando la richiesta della Uefa che prevede una risposta entro il 7 aprile sulla conferma del pubblico alle partite.

Niente da fare quindi al momento, anche se il Cts si è detto disposto a rivedere le proprie disposizioni in base all’evoluzione della situazione epidemiologica in Italia. “Tenuto conto dell’attuale situazione – si legge sulla Gazzetta che riprende lo scritto del Comitato – dell’intensità della circolazione virale, dell’occupazione delle strutture sanitarie e della limitata possibilità di prevedere il livello degli indicatori nella seconda metà di giugno, non è possibile rendere compiuto parere entro la data del 7 aprile”.

Oggi infatti era il termine ultimo previsto dalla Uefa per incassare una risposta dalle Federazioni. L’Italia ancora non è pronta, e bisognerà capire se sarà possibile andare oltre aprile e valutare se la campagna vaccinale e le restrizioni possano consentire l’apertura degli stadi. Il Cts si è detto disposto a rivedere i parametri in futuro, ma al momento l’Italia rischia l’Europeo.