Conference League: per le italiane è un problema

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Il simbolo di questa nuova competizione - foto uefa.com

La Conference League rischia di essere la competizione più “odiata” in Europa. Il motivo? Nessuna squadra vorrà parteciparci viste le condizioni attuali.

Il “colpo di teatro” fatto dall’Uefa sulla creazione della Conference League si è rivelato quanto mai improvvido. Nel momento di massima crisi mondiale, la conferma di questa nuova competizione non ha creato entusiasmi e, anzi, le squadre non saranno proprio entusiaste di sacrificare dei giovedì per questo torneo.

A distanza di venti anni circa, dunque, le coppe europee salgono a tre. La Champions League è intoccabile almeno per il momento, ma cambierà nel suo format. L’Europa League guadagna i suoi fan soprattutto nelle fasi finali, arriva ora la Conference League a scombussolare i piani.

Perché non è minimamente l’antenata della Coppa delle Coppe: torneo entusiasmante, partecipava una squadra per nazione, ovvero quella che vinceva la coppa nazionale. Un torneo senza fronzoli, eliminazioni dirette e lungo andare, con tante soddisfazioni per le squadre italiane, che facevano sempre la voce grossa.

In questa neonata competizione, sarà difficile anche solo capire il regolamento, che sta creando mal di testa anche agli esperti di rebus e settimane enigmistiche. Sarà una coppa extra large, con 184 squadre suddivise tra le 55 federazioni della Uefa, 46 arriveranno dalla Champions e dall’Europa League. Ci saranno tre turni di qualificazioni e uno spareggio di larghe vedute dalle retrocesse d’Europa. E siamo solo all’inizio.

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Il 5-5-5 forse era spiegato meglio…

Schema europa - uefa.com
Schema alquanto confusionario tra Europa League e Conference League – Foto uefa.com

Effettivamente, leggere il regolamento della Conference League richiama alle tattiche di Oronzo Canà. Credevamo di essere solo italiani bravissimi a complicarci la vita, ma effettivamente anche in Europa non scherzano. Delle 32 squadre che rimarranno saranno suddivisi i posti tra 17 squadre che arriveranno dai preliminari, cinque maggiori privilegiate e altre dieci retrocessi dall’Europa League.

Con quali criteri e quali meccanismi ancora è un po’ complicato da spiegare. È prevista poi una fase a gironi, con quattro squadre per otto raggruppamenti, spareggi per la fase a eliminazione diretta. Le otto vincitrici dei gironi avranno un riposo, le seconde classificate giocheranno lo spareggio con le terze dei gironi in Europa League e poi via via con ottavi, quarti, semifinali e la finale, prevista a Tirana, in Albania, il 22 maggio 2022.

Ma chi vorrà mai partecipare a questa competizione? In Italia toccherebbe teoricamente alla squadra che arriverà sesta nel torneo di Serie A, o al massimo a quella che arriverà settima. Guardando la classifica attuale, nessuna delle pretendenti all’Europa ha il mirino su questa competizione. Una tra Juventus, Milan, Napoli, Roma, Atalanta e Lazio non farebbe i salti di gioia (eufemismo) nell’essere la prima italiana a questo gran ballo confusionario.

Un meccanismo che vorranno evitare in Italia ma anche nelle altre nazioni. Non sappiamo quanta vita avrà questa Conference League ma sicuramente nessuno attenderà il giovedì per vederla.