Pellegri, è fuga dal Principato. La Serie A lo riattende

Pietro Pellegri, da giovane enfant prodige a meteora? Il classe 2001 potrebbe tornare in Italia e trovare il riscatto.

La parabola calcistica di Pietro Pellegri poteva essere senza dubbio più fortunata. O, almeno, poteva seguire la scia del suo esordio. Che fu folgorante, straordinario, con le stimmate del predestinato. E, facendo un salto indietro, ci accorgiamo come sia un ragazzo che da tempo ha lasciato una grande impronta nelle statistiche individuali. Partendo dal suo esordio, e fu tra i più giovani a farlo in Serie A. Non aveva nemmeno 16 anni compiuti, entrò nel Genoa in attacco cercando l’assalto al Torino, ma fu inutile.

A 16 anni c’è chi gioca alla playstation, chi si innamora per la prima volta e chi esordisce da professionista in Serie A. L’esordio di Pellegri fu un segnale al calcio italiano, qualche talento precoce c’era ancora. E fu ancora più lampante cosa successe nel giorno dell’addio di Totti. Era un Roma-Genoa che serviva alla Roma per la qualificazione in Champions, a Totti per salutare il calcio e i suoi tifosi in un evento calcisticamente drammatico. Segnò proprio Pellegri nei primi minuti, e fu anche in questo caso uno dei marcatori più giovani di sempre, a 16 anni e 72 giorni andò in rete.

Fu una sorta di segno del destino, nessuno ha citato ciò nella serie “Speravo de morì prima”, ma a livello statistico è curioso da segnalare anche ciò.

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Ragazzo fragile, in attesa di un riscatto

Pietro Pellegri - Getty images
Una delle prime gare di Pietro Pellegri, in campo contro l’Inter – Getty images

Dopo altre partite con il Genoa, arrivò anche una doppietta con la Lazio. Anche in questo caso, altro record con il giocatore più giovane ad aver siglato due gol nella stessa partita. Era, insomma, il ragazzo che abbatteva tutto, anche i luoghi comuni sull’Italia calcisticamente per vecchi.

L’approdo al Monaco fu inatteso ma non per questo meno remunerativo. Circa 31 milioni nelle casse del Genoa, che realizzò una plusvalenza incredibile con un ragazzo fatto in casa e con all’attivo nove partite in Serie A corredate da tre reti. Nel Monaco ha fatto pochissimo, la pubalgia e i guai fisici dovuti alla crescita sono stati un mix infernale. In quattro stagioni ha giocato con il contagocce, ha saltato interi periodi e molti lo avevano dato per disperso.

A dicembre il gol realizzato in Ligue 1 è stato festeggiato come una sorta di liberazione, ma il Monaco sa di dover valorizzare al meglio un ragazzo di vent’anni troppo spesso bersagliato dalla sfortuna.

Per la prossima stagione le ipotesi sono tante. Tornerà in Italia, ma andrà vista la formula. Ben più di un pensiero lo ha fatto la Roma, certificando prima le condizioni fisiche. Ipotesi di prestito con diritto di riscatto, ma occhio anche al Verona in attesa sempre di una prima punta, così come della Fiorentina che cerca un valido elemento da affiancare a Vlahovic.