Girone dantesco nel calcio: prepariamoci al peggio

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Leo Messi come la statua del Corcovado nelle gare di Champions - Getty images

La nuova Champions League è una sorta di girone dantesco, che complica decisamente i piani delle competizioni nazionali. Ce n’era proprio bisogno?

Una coppa completamente stravolta. Così dal 2024-2025 cambierà il formato della Champions League, una competizione che vuole sempre più rifare il verso alla famigerata Nba. Ma, rispetto al campionato di basket americano, non ne ha né gli introiti, né la vocazione allo spettacolo e né la fame dei tifosi. Che, anzi, soprattutto di questi periodi, stanno rivalutando altro calcio e, se non fosse per Bayern o Psg, guarderebbero sicuramente altre competizioni.

Così, nei prossimi anni è pronta a diventare una specie di girone dantesco, dove si entra, si gioca, si viene inghiottiti e si desidera poi solo di terminarla per sfinimento. Le squadre che andranno alla fase finale non saranno più 32, ma bensì 36.

Fosse solo questo, saremmo già salvi. E invece no: il torneo prende una piega ancora più tragica (o tragicomica, basta vedere il lato giusto) con partite completamente random.

Su queste squadre, infatti, si farà un calendario bislacco di dieci partite, cinque all’andata e cinque al ritorno. Una specie di tutti contro tutti mitigato, potrà capitare per due volte Bayern Monaco-Paris Saint Germain oppure Aek Atene-Lille, poco importa. Al che, dopo tutto questo giocare, sicuramente le otto migliori in classifica approderanno agli ottavi di finale.

Una roba cervellotica, segno dei tempi

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Un girone dantesco per vincere questa Coppa: ne varrà la pena? – Getty images

Eh sì, perché non bastasse già la terza competizione, ovvero la Europa Conference League, ora c’è questo sistema di Champions League a creare grattacapi logici. Sedici come detto andranno agli ottavi, mentre si sta valutando di rimandare le altre in Europa League, in modo da contribuire al caos. Ovvero, uno spareggio che confronti le squadre dal 9° al 24° posto: chi vince agli ottavi, le perdenti in EL. Creando, quindi, un altro girone dantesco, dove chi ne uscirà indenne sarà simile a un eroe greco dopo le conquiste.

Un formato della Coppa dei Campioni che in pochi digeriscono, creando malumori e ansie future nelle partecipanti. E soprattutto, cosa accadrà ai campionati nazionali? Già si sta parlando di collocare la competizione europea nel weekend, lasciando poi le gare spagnole, italiane e altre ancora nei restanti giorni infrasettimanali. Un cambio di collocazione che sarebbe poi dettato da esigenze televisive, il girone dantesco ha necessità di un prime time. Sono lontanissimi i tempi in cui la Champions League era disputata al pomeriggio, e non a caso si chiamava con la vecchia nomenclatura.

Parlando di riduzioni delle gare, già in questo caso siamo sul binario sbagliato. Ogni squadra farà almeno quattro gare in più nei gironi, chi arriverà in finale … arriverà stremata al traguardo o quasi. Perché nonostante tante belle parole, nessuno dei campionati europei (almeno dei principali) cambierà format, riducendo il numero delle partecipanti.

Sarà la caporetto del calcio, oppure un nuovo modo per attrarre utenti? Perché già parlando di tifosi, si rischia di diventare anacronistici…