Malattie nel calcio: dai disturbi psicologici, agli infarti, alla Sla

Josip Ilicic
Josip Ilicic (Getty Images)

Il pallone fa bene, ma non a tutti. Sono in aumento le malattie nel calcio, tra casi di depressione, arresti cardiaci e Sla.

Negli ultimi anni si sentono sempre più storie di giovani morti per un arresto cardiaco durante una partita. Fuori dal rettangolo di gioco sono aumentati anche i calciatori caduti in depressione. Mentre per gli atleti arrivati a fine carriera incombe sempre di più la paura del “Morbo del calciatori”.

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Malattie da calciatori

Stefano Borgonovo
Stefano Borgonovo (Getty Images)

Secondo uno studio della Fifpro, con il Covid sono raddoppiati il numero di giocatori che soffrono di ansia e depressione (Ilicic nella scorsa stagione, ndr). Altra conferma di quanto il calcio sia legato alla società in cui vive.

Si stima che da 1 a 3 su 100.000 atleti rischiano una inaspettata tachicardia o fibrillazione ventricolare, e che possano morire all’improvviso mentre svolgono un esercizio fisico.

I medici affermano che gli uomini hanno 10 volte più possibilità di un infarto durante uno sforzo rispetto alle donne, sconsigliando a chiunque l’uso di farmaci illeciti e doping. Nello sport si contano anche casi di aneurismi, aritmie ereditarie. L’unico modo di prevenire questi tipi di incidente è quello di fare dei controlli mirati ed evitare scontri di gioco troppo violenti.

Tra le malattie del calcio quella che continua a spaventare di più è la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), detta anche morbo di Lou Gehrig, o La Stronza, come la chiamava Borgonovo, morto nel 2013, e tra i primi a confessare pubblicamente i suoi mali.

Nel 2020, in Italia è deceduto per Sla un altro campione, Pietro Anastasi di 71 anni, ex attaccante della Juventus. La salute del Pelé bianco era aggravata da un tumore all’intestino, e ha chiesto alla famiglia di morire con la sedazione assistita.

I malati di Sla, perdono progressivamente il controllo del proprio corpo, fino a non riuscire più a parlare e a dover respirare con l’uso dei respiratori. Una malattia che a quanto riferisce il Times è tutta italiana dato che il maggio numero di casi si è verificato in Italia.

Per chi gioca a calcio il rischio di contrarre questa malattia aumenta di 6 volte rispetto al resto della popolazione. Dopo i calciatori i primi a soffrire di Sla sono gli agricoltori: anche per questo si ritiene l’infezione sia causata dal respirare troppi diserbanti o pesticidi. Tra le altre cause possibili una predisposizione genetica, abuso di medicinali, traumi, eccesso di fatica.