I guariti del calcio: da Messi e Beckham, al tumore di Acerbi e Abidal

Lionel Messi
Lionel Messi (Getty Images)

Anche gli atleti più resistenti si ammalano, mentre altri nascono con malattie con cui devono imparare a convivere. Sono i guariti del calcio.

Non è mai facile scrivere dei dolori di qualcuno. Per quanto un’intervista possa essere approfondita, e un paziente loquace, risulta sempre difficile capire a fondo gli sforzi fatti dal malato, come con Abidal e il suo tumore. Poi ci sono campioni come Messi e Beckham che con i loro deficit hanno dovuto imparare a conviverci fin da bambini.

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Tumori e speranze

Francesco Acerbi
Francesco Acerbi (Getty Images)

L’italiano Francesco Acerbi a 25 anni scopre di avere un tumore ad un testicolo. Era il 2013, e in quella stagione giocava nel Sassuolo. Per il difensore è stato un periodo terribile fatto di operazioni e chemioterapia, ma alla fine è guarito. Ora Francesco gioca nella Lazio ed è riuscito a conquistare la maglia della Nazionale.

Nel 2011 ad Abidal del Barcellona viene diagnosticato un tumore al fegato, e l’anno successivo con un trapianto che lascia qualche dubbio, guarisce. Qualche tempo dopo l’ex difensore del Barcellona è accusato di aver recuperato il fegato in modo illegale, ma al processo il cugino ammetterà davanti al giudice di essere lui il donatore, aggiungendo “Con Abidal non parlò più. Da lui neppure un grazie”.

Malattie e convivenza

Lionel Messi ai tempi del tumore di Abidal preferì non vedere il compagno di squadra perché gli faceva male saperlo in quelle condizioni. L’argentino di malattie ne sa qualcosa, dato che convive dalla nascita con la sindrome di Asperger, una lieve forma di autismo.

Inoltre, quando Messi da ragazzino non cresceva di statura, i medici intuirono che era malato di ipopituitarismo, un deficit della produzione ormonale. In quel caso lo staff medico del Barcellona lo curò con l’ormone della crescita, creando negli anni successivi uno certo scandalo perché considerato una forma di doping.

David Beckham soffre invece soffre di asma ed è tra i guariti del calcio che hanno avuto il Covid. Solo da qualche hanno si è scoperto che è malato anche di ataxofobia.

Dal greco ataxia, che significa confusione, questa malattia rende le persone maniache del pulito, e se non curata diventa un disturbo ossessivo compulsivo. Per anni si è creduto che la costante ricerca dell’ordine del centrocampista inglese prima della partita, fosse solo una forma di superstizione. Non era così.