Conte vicino al Tottenham: tutti gli allenatori italiani che hanno fatto (almeno) un bis in Premier

Antonio Conte Tottenham Premier
Antonio Conte, ex allenatore del Chelsea (fonte foto GettyImages)

Antonio Conte è sempre più vicino al Tottenham: scopriamo tutti gli allenatori italiani che hanno guidato più di una squadra in Premier.

Sono ore decisive per il futuro di Antonio Conte. L’ex tecnico dell’Inter è molto vicino al Tottenham. Si tratterebbe della sua seconda squadra in Premier. Un’avventura che gli permetterebbe di entrare in un club molto ristretto: quello degli allenatori italiani che sono riusciti a sedersi in più di un panchina delle squadre della massima serie inglese, dopo le due stagioni già messe in curriculum alla guida del Chelsea.

Se infatti è elitario il club dei nostri allenatori che sono riusciti a vincere almeno un campionato Oltremanica, non sono molti nemmeno quellil che si sono fatti apprezzare al punto da ottenere la fiducia di più di una squadra. Decano assoluto di questa categoria è Claudio Ranieri.

Il tecnico testaccino è stato infatti l’artefice della favola Leicester e del leggendario trionfo del 2016, ma prima di guidare le Foxes aveva già allenato proprio i Blues dal 2000 (quattro stagioni con risultati importanti come un secondo posto e una semifinale di Champions), prima dell’avvento di Mourinho, e il Fulham nel 2018. Un’avventura, questa con i Cottagers, iniziata a stagione in corso con la squadra ultima in classifica e conclusa con un esonero dopo quattro mesi.

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Non solo Conte: gli allenatori italiani che con più di una panchina in Premier

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Claudio Ranieri, ex tecnico di Chelsea, Leicester e Fulham (fonte foto GettyImages)

Se le avventure di sir Claudio hanno fatto scuola, di fatto permettendogli di entrare per sempre nella storia del calcio inglese, non sono state da meno quelle, meno lunghe ma molto intense, di Roberto Di Matteo. L’ex centrocampista del Chelsea ha iniziato la sua avventura da allenatore guidando i Milton Keynes Dons, in Football League One (terza divisione inglese), portando il team fino ai playoff, ma mancando la promozione in Championship.

Debutta nella seconda categoria su un’altra panchina più prestigiosa, quella del West Bromwich Albion. Con i Baggies centra subito la promozione in Premier, ma nella stagione seguente viene esonerato nel mese di febbraio. Entra quindi da subito nello staff di André Villas-Boas al Chelsea, un ritorno a casa per Roberto. Dopo l’esonero dell’allenatore portoghese nel marzo 2012, in seguito alla sconfitta all’andata degli ottavi di Champions contro il Napoli di Mazzarri, Di Matteo viene promosso a primo allenatore. Puntando su grande concretezza e un gioco molto semplice, riesce a ribaltare gli ottavi con gli azzurri a Stamford Bridge, e porta la squadra alla vittoria della prima storica coppa dalle grandi orecchie. Un risultato che gli vale la conferma, salvo poi subire un esonero nell’autunno del 2012. Nel 2016 viene scelto per guidare un altro grande club inglese, l’Aston Villa, ma in Championship. Un’avventura negativa terminata con un nuovo esonero, che pone fine alla sua vita da allenatore. Almeno per ora…

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Sir Ancelotti e le avventure ambivalenti in Premier

Ultimo in questo club davvero elitario di allenatori che hanno guidato almeno due club inglesi è, ovviamente, il più importante tra i tecnici italiani degli ultimi venticinque anni: Carlo Ancelotti. Autentico giramondo, l’ex allenatore del Napoli ha guidato sempre il Chelsea (la squadra inglese con cui i nostri tecnici hanno una miglior feeling) dal 2009. Al primo anno centra subito un record, diventando il primo allenatore nella storia dei Blues a conquistare il double Premier-FA Cup. L’anno successivo, dopo l’eliminazione ai quarti di Champions, viene però esonerato.
La sua seconda e finora avventura in Inghilterra è quella all’Everton, iniziata dopo la burrascosa rottura con il Napoli nel 2019. Complice la pandemia, la prima stagione alla guida dei Toffees termina con il dodicesimo posto. Va poco meglio la seconda, chiusa con un decimo posto a soli tre punti dalla qualificazione in Conference League, prima del ritorno al Real Madrid.