Conte all’Inter: “Con me i club guadagnano”. Ma sarà vero? E quanto?

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Antonio Conte, ex allenatore dell'Inter (GettyImages)

Antonio Conte lancia bordate all’Inter, ribadendo il suo lavoro nella valorizzazione dei calciatori: sarà vero? 

“Guadagno tanto? Faccio guadagnare molto di più”. Parole di Antonio Conte, che lancia frecciate all’Inter dopo l’addio. Che il progetto del tecnico sia stato vincente lo dimostra uno Scudetto che mancava da anni. La sua voglia di alzare l’asticella non ha trovato aperture da parte di Zhang, costretto a tagliare. Era lecito attendersi frizioni, che si sono trasformate nell’addio. E con Conte l’Inter ha guadagnato di credibilità, ha giocato la Champions che porta soldi in cassa, ha rivalutato calciatori che hanno adesso prezzi stellari. Quasi inaccessibili.

Non tutti però. Fra le sue richieste di mercato c’è stato chi ha fatto flop a Milano. E anche in rosa, dopo la sua avventura nerazzurra, ci sono elementi che per età, prestazioni altalenanti o scarso utilizzo, non hanno lo stesso valore i due anni fa.

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Inter, con Conte è boom per Barella e l’attacco: in tanti però hanno fatto flop

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Barella, uno degli uomini cardine nell’Inter di Conte (Getty Images)

Dici Conte e pensi a Barella, Lukaku, Lautaro e Hakimi. E a Bastoni, che è forse il calciatore cresciuto maggiormente grazie alla cura del tecnico pugliese. Il valore dei 5 elementi cardine nel successo dell’allenatore, è altissimo. Prima di Conte il centrale cresciuto all’Atalanta aveva una valutazione di circa 15 milioni, e ora supera i 50. Dieci in più di quanti ne spese Zhang per Hakimi, che ora non partirà per meno di 65 milioni. Una crescita elevatissima, come quella di Lautaro, che vale almeno 50 milioni in più di quanti ne hanno investiti i nerazzurri, o di Lukaku, diventato micidiale sotto porta a Milano. Barella è un altro dei fedelissimi di Conte. Preso dal Cagliari per circa 35 milioni ne vale il doppio. Fra le tante mosse vincenti però ci sono anche gli errori, che a conti fatti vanno a bilanciare la crescita degli elementi in rosa.

Su tutti Eriksen, il cui valore sfiorava i 75 milioni e adesso è nettamente più basso. O Sanchez, che potrebbe partire per una cifra bassa, e di sicuro Perisic, Vecino, Sensi, che in nerazzurro hanno visto la loro valutazione diminuire. Così come Kolarov e Vidal, fortemente voluti dal tecnico ma mai utilizzati con continuità. Invariate invece le cifre per De Vrj e Skriniar, elementi cardine della difesa nerazzurra. A conti fatti fra i calciatori che valgono cifre astronomiche, ed elementi dal prestigio ormai in caduta libera, i bilanci dell’Inter vanno quasi in pareggio. Tranne nel lato sportivo. Conte ha vinto dopo un decennio all’asciutto. Ed è quello il vero valore che Zhang ha perso, e che Inzaghi non dovrà disperdere in campo nella sua nuova esperienza.